Laura Pignataro, suicidio con giallo a Bruxelles: Libération punta il dito su nomine e poteri occulti Ue

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 marzo 2019 14:39 | Ultimo aggiornamento: 18 marzo 2019 14:41
Laura Pignataro, suicidio con giallo a Bruxelles: Libération punta il dito su nomine e poteri occulti Ue

Laura Pignataro, suicidio con giallo a Bruxelles: Libération punta il dito su nomine e poteri occulti Ue

ROMA – “Selmayrgate: conflitto d’interessi, bugie… e suicidio”: questo il titolo di un articolo che Jean Quatremer, corrispondente di lungo corso a Bruxelles per il quotidiano francese Libération, ha dedicato al giallo legato al suicidio dell’italiana Laura Pignataro, il 17 dicembre scorso nella capitale europea.

L’alta funzionaria del servizio giuridico della Commissione Ue – si legge su Libération – “si trovò costretta a difendere la nomina macchiata di irregolarità di Martin Selmayr, l’ex capo di gabinetto di Jean-Claude Juncker, come segretario generale dell’istituzione”. “Quali sono i motivi per cui questa italiana di 50 anni si è tolta la vita? Nessuno lo saprà mai con certezza, visto che non ha lasciato nessun messaggio. Fine della storia? Non del tutto, perché Laura Pignataro – afferma Quatremer – era qualcuno che contava nella ‘bolla’ di Bruxelles”.

Nel lungo articolo il giornalista lascia intendere che il suicidio della donna possa essere legato, tra l’altro, anche al caso Selmayr. Figlia di un alto magistrato, formatasi in Italia, Usa, Francia e Spagna, Laura Pignataro venne promossa nel 2016 a capo della direzione per le risorse umane del servizio giuridico della Commissione Ue, incaricata di controllare la legalità delle nomine”.

“E’ stato questo incarico – scrive Libération – a farle svolgere un ruolo chiave nella gestione dell’affaire Martin Selmayr”. Negli uffici della Commissione arrivarono 134 domande a cui avrebbe dovuto rispondere il servizio legale che, racconta al quotidiano francese una fonte interna, “non è stato informato in anticipo della nomina di Selmayr perché si sarebbe opposto, viste le modalità”.

“Accuse inaccettabili che non hanno niente a che vedere con la triste storia della nostra brillante collega” la cui morte è stata “uno shock per tutti noi”, è stata la reazione del portavoce della Commissione Ue, Margaritis Schinas, alle tesi sostenute da Libération.

“Respingiamo nei massimi termini possibili il contenuto dell’articolo. La polizia belga ha terminato le indagini rapidamente e ha concluso che si è trattato di un suicidio in un contesto privato”, ha aggiunto il portavoce secondo il quale l’articolo di Libération avanza “insinuazioni maliziose” e mostra una “assenza di rispetto sia per la vittima e la sua famiglia che nei confronti di questa istituzione”. (fonte Libération)