Gb, il volto nuovo di Lewis Alston: “ora non mi chiameranno più Scarface”

Pubblicato il 18 Maggio 2011 17:32 | Ultimo aggiornamento: 18 Maggio 2011 17:32

MORECAMBE (GRAN BRETAGNA) – Lewis Alston aveva solo quattro mesi e mezzo quando scivolò dal letto di sua madre finendo contro ad un termosifone caldo che gli ustionò parte del viso.

Sua madre aveva lasciato il piccolo ad un amico che in quel momento si trovava al piano di sotto: per la caduta, i medici hanno dovuto amputargli il naso e curare le ustioni al volto e al torace. Per curarsi, il ragazzo ha avuto bisogno di diverse operazioni di chirurgia ricostruttiva e di diversi innesti di pelle. Il Sistema sanitario britannico si è però rifiutato di ricostruirgli il suo naso fino al raggiungimento dell’età dell’adolescenza. Così, centinaia di sostenitori hanno raccolto durante gli anni fondi che hanno permesso di mandare Lewis a curarsi in un’unità specializzata contro le ustioni che si trova all’ospedale Shriners di Boston, negli Stati Uniti.

Nel frattempo, in tutti questi anni, Lewis è stato preso in giro a scuola: gli altri bambini appena lo vedevano scappavano e lo chiamavano “Scarface” o “Alien”.  Ora a 14 anni, grazie alle molte operazioni che finalmente la sanità britannica gli ha concesso (l’ultima è prevista quest’anno n.d.r), il volto nuovo di Lewis è qualcosa di nuovo rispetto alle immagini strazianti di 13 anni fa.

La madre di Lewis è Rachel Alston, 35 anni di Morecambe. Al Daily Mail, la donna ha raccontato: “‘Vedere il suo volto trasformarsi sempre di più nel corso degli anni è  stato fantastico. Lewis ha avuto tante operazioni, ma ha sempre avuto un atteggiamento positivo. Quando era un bambino nel passeggino lo tenevo sempre di fronte a me: la gente infatti lo fissava chiedendomi cosa fosse successo”.

Lewis aveva appena quattro mesi e mezzo al momento dell’incidente. Sua madre era al lavoro e lo aveva lasciato con un amico.   Lewis aveva superato i cuscini del letto ed era caduto di sotto finendo contro il termosifone. Racconta Rachel: ‘Il mio amico mi ha chiamato in crisi isterica e quando sono arrivata i paramedici lo avevano già visitato. Il suo viso era gonfio e urlava. Era così difficile da affrontare la situazione che sono quasi svenuta. Me lo ricordo come se fosse ieri”.