Listeriosi, c’è una seconda vittima in Spagna

di redazione Blitz
Pubblicato il 25 Agosto 2019 13:50 | Ultimo aggiornamento: 25 Agosto 2019 13:50
Listeria

Il batterio della Listeria

BARCELLONA – C’è una seconda vittima dell’epidemia di listeriosi che ha colpito la Spagna. A morire, dopo la donna di 90 anni deceduta nei giorni scorsi, è stato un uomo di 72 anni già malato di tumore al pancreas e risultato positivo all’infezione dal batterio della listeria. 

Al momento non è chiaro se avesse mangiato uno dei tipi di carne sotto accusa, ovvero due tipi di carne confezionata che vengono prodotti in Andalusia, dove si sono concentrati 186 dei 200 casi registrati, con 99 ricoverati, anche se i casi sospetti sono finora oltre 500.

I due tipi di carne sotto accusa sono quella di maiale prodotta da La Mechà e una carne di vitello prodotta nello stesso stabilimento dalla Martinez Leon. Lo stabilimento è stato chiuso dalle autorità, che ora stanno testando tutti i suoi prodotti. In particolare l’epidemia, per la quale la Spagna ha dichiarato l’allarme sanitario internazionale, sarebbe partita da un polpettone. 

“Per il momento il focolaio è geograficamente circoscritto e non vi sono italiani coinvolti”, ha spiegato Marco Silano, direttore dell’Unità operativa Alimentazione, Nutrizione e Salute dell’Istituto superiore di sanità (Iss), sottolineando come nel nostro Paese si verifichino “ogni anno circa cinquanta casi di infezione, soprattutto in estate”.

La situazione, osserva Silano, “non riguarda l’Italia, dove tra l’altro, da gennaio 2018, abbiamo rafforzato il sistema di allerta per migliorare il monitoraggio dei casi, che a volte passano inosservati”.

La listeria è infatti, “un batterio che, negli adulti sani, provoca una gastroenterite non grave. Può però essere pericoloso per anziani, bimbi, donne incinte o persone con un sistema immunitario debole. In questi casi, la disidratazione può essere particolarmente grave e il batterio può colpire in modo sistemico, provocando sepsi e, come in Spagna, anche la morte”.

Principale veicolo di trasmissione sono gli alimenti contaminati, soprattutto carne e latticini, ma anche verdure, come nel caso del focolaio verificatosi a luglio 2018, che ha provocato 47 contagi e 9 decessi, causato da ortaggi surgelati prodotti nell’Est Europa.

Come difendersi

“La conservazione in frigo o freezer riduce la carica batterica della listeria ma non uccide il batterio, come invece accade con una cottura sopra i 70 gradi per una decina di secondi”. Per difendersi è importante quindi rispettare precise norme igieniche. “Oltre a lavare le mani e le superfici che entrano a contatto con i cibi – spiega l’esperto – bisogna cuocere bene gli alimenti e, se non vengono consumati subito, non lasciarli a temperatura ambiente. Una volta riposti in frigo, vanno comunque consumati il prima possibile. Frutta e verdura da mangiare crudi, invece, andrebbero lavate subito prima del consumo, perché l’umidità che resta sulla superficie facilita la proliferazione del batterio”.

Fonti: Ansa, Corriere della Sera