L’ombra di Al Qaeda su una tranquilla cittadina portuale irlandese

Pubblicato il 24 Marzo 2010 8:59 | Ultimo aggiornamento: 24 Marzo 2010 8:59

Quando due nordafricani sotto inchiesta per un presunto complotto diretto ad uccidere un pittore svedese sono comparsi questa settimana in tribunale, molti residenti di Waterford hanno reagito con sorpresa e sgomento, come se l’estremismo islamico non avesse assolutamente posto nella tranquillità di questa antica cittadina portuale.

”Credo che tutti si chiedano perché siano venuti qui, è qualcosa che non ci appartiene”, ha dichiarato un avvocato al New York Times. Un suo collega la vede diversamente, sostenendo che è precisamente perché Waterford, 170 km a sud di Dublino, è così tranquilla e isolata, che ha attratto gente intenzionata a creare una rete terroristica. ”Per gente come quella più un posto è tranquillo meglio è”, ha detto un altro avvocato.

Come il resto dell’Irlanda, Waterford è stata colpita duramente dalla recessione che ha bruscamente posto fine allo sviluppo della ”Tigre Celtica” cominciato a metà degli Anni Novanta, quando l’Irlanda era diventata sinonimo di crescente prosperità. La disoccupazione è fortemente aumentata e un colpo micidiale è stato assestato alla cittadina quando i nuovi proprietari americani della Waterford Chrystal Ltd. hanno trasferito la produzione nella Repubblica Ceca e in Germania.

Ma se la perdita del lavoro è stata dura, le scene svoltesi in tribunale per gli abitanti sono state surreali. Anche se Waterford ha avuto la sua parte di immigrazione islamica negli scorsi 15 anni, molti dei nuovi venuti attratti dal boom dell’economia sono stati rapidamente assimilati, suscitando scarsa attenzione in una cittadina dove il fiorente porto ha sempre attratto stranieri.

Diversa la storia di Ali Charaf Damache, un algerino quarantaquattrenne sospettato di essere il capo dei sette islamici arrestati il 9 marzo dal contro-terrorismo irlandese in collaborazione con l’Fbi. I federali americani hanno scovato gli islamici durante un’indagine su un presunto complotto per uccidere Lars Vilks, che ha dipinto un ritratto, pubblicato dai giornali svedesi,  raffigurante Maometto col corpo di un cane.

Il primo arresto del caso ha coinvolto una donna originaria della periferia di Filadelfia, Colleen LaRose, una convertita all’Islam che su internet si fa chiamare Jihad Jane. Giovedì scorso la La Rose si è  dichiarata non colpevole di accuse aventi a che fare con cospirazioni con combattenti jihadisti, impegnandosi a commettere omicidi nel nome della guerra santa islamica. Gli inquirenti americani hanno dichiarato che è stato il suo arrivo negli Stati Uniti proveniente dall’Irlanda che ha condotto alla detenzione dei quattro uomini e tre donne arrestati a Waterford.

Avvocati impegnati nel caso hanno dichiarato che gli inquirenti irlandesi hanno indicato di ritenere che i sette siano coinvolti in un piano più vasto dell’uccisione del pittore svedese. Un avvocato ha detto che durante gli interrogatori è spuntato il nome di Al Qaeda. In tribunale Damache ha dichiarato che si proponeva di recarsi in Algeria e Afghanistan.