Londra, la vita estrema della playmate Anna Nicole Smith nel tempio dell’Opera

Pubblicato il 23 Gennaio 2011 15:44 | Ultimo aggiornamento: 23 Gennaio 2011 18:48

Anna Nicole Smith

Spogliarellista, madre tragica, vedova, tossicodipendente: la vita operistica di Anna Nicole Smith diventa un’opera. Ci penserà il Covent Gorden, uno dei templi londinesi della musica internazionale, a mettere in scena la vita e la prematura morte della ex Playmate al platino che si pensava una nuova Marilyn Monroe ma trovò la sua fine quattro anni fa in un hotel casinò della Florida sotto una pioggia di antidolorifici e pillole contro la depressione pochi mesi dopo la nascita della figlia Daniellyn e la morte del figlio Daniel.

E’ una operazione rischiosa per un teatro che pure l’anno scorso ha messo in scena seni nudi in una scena orgiastica alla fine del primo atto del Rigoletto. Il Covent Garden ha commissionato al compositore Richard Thomas (autore di Jerry Springer: The Opera) un libretto punteggiato da parolacce e scene a luci rosse: una di queste, quando la supermaggiorata Anna Nicole si presta a un atto di sesso orale con il miliardario J. Howard Marshall, il fidanzato ottuagenario e futuro marito in un locale di spogliarello in Texas, è stata ridimensionata e la ex Playmate si limita a sedersi in grembo al vecchio sulla sedia a rotelle.

L’opera, con musica di Mark Anthony Turnage, aprirà i battenti tra un mese e sarà vietata ai minori di 16 anni perché contiene ”linguaggio estremo, scene di sesso e uso di droga”, ha avvertito al Royal Opera House sulla brochure online che reclamizza lo spettacolo in cui Anna Nicole rinasce come tragica eroina: ”In linea con le grandi eroine della lirica: Violetta della Traviata di Giuseppe Verdi, Mimi della Boheme di Giacomo Puccini e Carmen di Bizet”, spiega Thomas.

D’accordo con lui è Eva Marie Westboeck che ha la parte della ex Playmate: ”E’ un personaggio drammatico che soffre molto. Penso che amava il vecchio Marshall, ma voleva anche i suoi soldi”. Diretta a un pubblico più giovane rispetto a quello che di solito frequenta un bastione dell’Establishment culturale come la Royal Opera House, l’opera su Anna Nicole rappresenta un rischio per il Convent Garden non solo per l’abbondanza di parole forti e scene osee, ma anche perché molti dei personaggi sono ancora vivi: per questo gli avvocati del teatro hanno lavorato molto negli ultimi mesi. Tra le figure che hanno più coinvolto i legali della Royal Opera ci sono la madre di Anna Nicole, Virgie, e Howard Stern, il manager dell’eroina che dopo la sua morte e’ stato messo accusato di averle procacciato le pillole risultate alla fine letali.