Londra, ritrovato manoscritto della regina Elisabetta I Tudor

di Caterina Galloni
Pubblicato il 3 Dicembre 2019 6:25 | Ultimo aggiornamento: 2 Dicembre 2019 17:30
Elisabetta I Tudor, Ansa

Elisabetta I Tudor (foto d’archivio Ansa)

ROMA – Dopo un secolo, è stato ritrovato un manoscritto della regina Elisabetta I Tudor e a fare la sorprendente scoperta nella Lambeth Palace Library di Londra è stato John-Mark Philo, uno storico dell’University of East Anglia.

Alcuni esperti hanno stabilito l’autenticità del manoscritto di 42 pagine, una traduzione degli Annales dello storico romano Tacito sui benefici della monarchia.

John-Mark Philo ha stabilito che è stato scritto su una carta che nella Corte Tudor negli anni 90 del 1500, aveva “acquisito considerevole importanza”. “Alla corte Tudor c’era una sola persona a cui da un contemporaneo poteva essere attribuita una traduzione di Tacito, ed era la regina” ha spiegato Philo. Un ulteriore indizio è la presenza di tre filigrane – un leone rampante e le iniziali G.B. con una balestra – che si trovano anche sulla carta che Elisabetta I usava per la corrispondenza personale. Ma l’argomento principale è la calligrafia. La traduzione è stata copiata da una delle sue segretarie, ma ci sono correzioni e aggiunte che corrispondono alla scrittura molto caratteristica e abbastanza disordinata della regina che, osserva Philo, in parole povere era stravagante. “In Inghilterra, più eri in alto nella gerarchia dei Tudor e più lasciavi che la calligrafia fosse disordinata. Per la regina, capirla era problema di qualcun altro”.

Philo ha ipotizzato che la regina avrebbe forse studiato gli Annales di Tacito come una sorta di guida sul modo di governare. Publio Cornelio Tacito, vissuto probabilmente tra il 55 d.C. e il 120 d.C., è uno degli storici antichi più autorevoli. Negli Annales ripercorre la morte di Augusto, l’ascesa al potere di Tiberio e la centralizzazione del potere in un singolo individuo. Philo sostiene che Tacito “è sempre stato considerato uno storico sovversivo, e in seguito sotto il regno di Carlo I considerato antimonarchico, il che solleva dei dubbi sul motivo per cui fosse d’interesse per Elisabetta. Considerava il libro una guida su come governare o per evitare errori? In alternativa, la traduzione potrebbe essere stata solo un hobby, la regina era nota per il suo apprezzamento della storia classica”.

Fonte: BBC.