Londra, è un omicida in libertà vigilata l’uomo che ha difeso una donna dalle coltellate

di Lorenzo Briotti
Pubblicato il 30 Novembre 2019 10:34 | Ultimo aggiornamento: 30 Novembre 2019 12:02
james ford eroe london brisge

Una foto di James Ford pubblicata in Rete e sui media britannici

LONDRA – Uno dei due civili che durante l’episodio terroristico del London Bridge di Londra ha bloccato l’attentatore è un assassino che da poco ha ottenuto la libertà vigilata.

La vicenda la racconta il Daily Mail ed è stata ripresa dai giornali italiani. Uno di questi veri e proprio eroi che si è buttato addosso al terrorista cercando di salvare la vita di una donna, si chiama James Ford: condannato per aver ucciso una donna a coltellate, per uno strano scherzo del destino ora è diventato un eroe dopo aver difeso una donna dal coltello di Usman Khan, l’assalitore 28enne morto durante l’attacco ed anch’esso in libertà vigilata.

Ora 42enne, Ford è stato incarcerato a vita per aver commesso nell’aprile del 2004 l’omicidio di Amanda Champion, una ragazza di 21 anni con difficoltà di apprendimento. La giovane enne strangolata e sgozzata: il suo corpo fu trovato abbandato su un mucchio di rifiuti vicino alla sua casa di Ashford nel Kent inglese. Ford, all’epoca del delitto aveva 21 anni, ma un’età mentale di 15. La sua pena è stata poi ridotta a 15 anni.

La famiglia della vittima non sapeva che fosse uscito di prigione e non è stata comunque tenera con lui. Subito dopo la diffusione della notizia ha infatti dichiarato di aver provato “rabbia e shock” per averlo visto in libertà.

“Non è un eroe. E’ un assassino in libertà vigilata e noi non sapevamo niente” del suo rilascio, ha detto Angela Cox, la zia di Amanda Champion: “Ha ucciso una ragazza disabile. Non è un eroe, assolutamente no”. La Cox, riporta il Mail Online, ha appreso del rilascio di Ford ieri stesso: “L’ufficiale di collegamento di polizia – ha proseguito – mi ha chiamata dicendomi che era in tv. Sono molto arrabbiata. Lo hanno rilasciato senza nemmeno avvertirci”.

“Qualsiasi membro della mia famiglia avrebbe potuto essere a Londra ed incontrarlo per caso”, ha proseguito. E poi: “E’ stato un vero shock. E’ una cosa terribile”.

London Bridge resta transennato. Le vittime sono un uomo e una donna

Restano per ora chiusi al traffico gli accessi al London Bridge, teatro dell’attacco del killer solitario Usman Khan, 28 anni, già condannato per reati di terrorismo e come simpatizzante di Al Qaida in passato. Lo ha verificato l’Ansa sul posto nella mattina di oggi, sabato 30 novembre. Scotland Yard avverte intanto che le indagini proseguono: gli investigatori nelle ultime ore sono entrati in azione pure nello Staffordshire, dove Khan risiedeva, per alcune perquisizioni. Ma al momento ritengono che l’uomo abbia agito da solo e non stanno cercando “attivamente” altri sospetti.

Un nuovo appello è stato peraltro rivolto a testimoni e persone informate a farsi vivi. Il sindaco di Londra, Sadiq Khan, di origini familiari pachistane come Usman, ha rinnovato da parte sua la ferma condanna dell’attacco, confermando un pattugliamento rafforzato in città a tutela della sicurezza pubblica. Si è infine appreso che i due morti – di cui non è ancora stata diffusa l’identità – sono un uomo e una donna, mentre i tre feriti, tuttora ricoverati in ospedale, sono due donne e un uomo.

Gran Bretagna, polemiche per la scarcerazione anticipata di Usman Khan

In Gran Brstagna monta però la polemica per il fatto che Usman Khan fosse stato scarcerato in anticipo. Khan, residente nello Staffordshire in Inghilterra ma di origini pachistane, avrebbe dovuto scontare una pena di 16 anni – e un minimo di 8 effettivi – secondo una condanna inflittagli nel 2012 per aver fatto parte di un gruppetto ispirato ad al Qaida che progettava un attentato contro la Borsa di Londra.

Ma era stato rimesso in libertà condizionata nel dicembre 2018, dopo neppure 7 anni, tanto da poter partecipare a una conferenza sulla riabilitazione dei detenuti nella sala in cui ha scatenato l’attacco, poi proseguito sul ponte.

Il premier Boris Johnson, appresa la vicenda ha invocato il rispetto della certezza della pena per i reati gravi, mentre l’ex capo dell’antiterrorismo britannica, Chris Phillips, ha accusato il sistema giudiziario di “giocare alla roulette russa” con la sicurezza dei cittadini.

“Il nostro sistema giudiziario penale deve guardarsi dentro” e rivedere il modo in cui accorda i benefici della libertà vigilata, ha commentato Phillips all’agenzia Pa. “Noi lasciamo uscire di prigione gente condannata per reati molto, ma molto gravi e li reinseriamo nella società quando sono ancora radicalizzati”. In queste condizioni, si è chiesto quindi polemico, “come accidenti possiamo chiedere alla polizia e ai servizi segreti di tenerci al sicuro?”. “L’ho detto e lo ripeto – ha concluso -, qui si gioca alla roulette russa con la vita delle persone”.

La questione della pena scontata solo in parte da Khan è al centro anche di altre polemiche e reazioni, anche sui media. Mentre resta di sfondo, meno controverso, il dibattito sul livello di allerta terrorismo nel Regno, che giusto il 4 novembre era stato rivisto al ribasso dalle autorità: scendendo da ‘grave’ (‘severe’ con rischi di attacchi “molto probabili”) – il secondo gradino nella scala di pericolo del Joint Terrorism Analysis Centre – a ‘considerevole’ (‘substantial’, con rischi “probabili”), ossia il terzo e il più basso dal 2014.

Fonte: Daily Mail, Repubblica, Ansa