Tragedia alla Love Parade, ping pong di accuse tra polizia e sindaco a Duisburg

Pubblicato il 26 luglio 2010 21:02 | Ultimo aggiornamento: 26 luglio 2010 21:02
love parade

Scene di panico durante la Love Parade di Duisburg

Di chi è stata la responsabilità per i 19 morti alla Love Parade in Germania? A Duisburg polizia e sindaco si mandano accuse reciproche. Poi ci sono anche le accuse di “avidità” rivolte da media agli organizzatori che a loro volta accusano la polizia.

Infine è intervenuta la cancelliera Angela Merkel – rimasta in vacanza in Baviera al festival wagneriano di Bayreuth ma pronta a tornare per i funerali – la quale ha fatto sapere di aspettarsi una ”scrupolosa” indagine. Oltre ai 19 morti, la terribile calca che ha sconvolto il raduno di musica techno ha causato anche anche 511 feriti secondo gli ultimi dati della polizia, di cui 43 gravi.

Il caos è stato tale che sono date formalmente per disperse ancora 1.138 persone. Fra le vittime c’era una giovane bresciana, Giulia Minola, e quattro sono stati i feriti italiani, tutti dimessi. Una sopravvissuta piemontese, Irina Di Vincenzo, ha ricordato che si è trattato di ”una tragedia evitabile” e ha sostenuto che ”la polizia ha sbagliato”.

Quasi rispondendo alla giovane di Grugliasco e alle tantissime critiche dei partecipanti al raduno piovute sulle forze dell’ordine, alti esponenti del sindacato di Polizia, tra cui il presidente nazionale Rainer Wendt, hanno sostenuto di aver messo in guardia da tempo sulla pericolosità dell’area scelta per la manifestazione, troppo piccola e recintata in modo da rendere difficile un’evacuazione.

Il sindaco Adolf Sauerland ”era sotto un’enorme pressione, non voleva fare il guastafeste”, ha sostenuto il sindacalista della polizia. Il borgomastro, che si è dovuto far difendere da guardaspalle per evitare un’aggressione durante un sopralluogo, ha respinto numerose richieste di dimissioni sostenendo di aver ”fatto tutto il possibile per rendere sicura” l’area e ha chiesto ”tempo per far luce su questi terribili eventi”.

”Affari al posto della sicurezza”, sintetizza in un titolo il quotidiano Sueddeutsche Zeitung riferendosi agli interessi economici del raduno organizzato nel dismesso scalo merci della città nei pressi del confine olandese. Il settimanale Der Spiegel, citando documenti, ha rivelato che l’area era stata autorizzata per accogliere al massimo 250 mila persone: gli stessi organizzatori invece, che avevano parlato di 1,4 milioni di partecipanti per farsi pubblicita’, avevano annunciato in Comune l’arrivo di 500 mila persone, quindi il doppio del consentio (ultime stime della polizia sono di 300-500 mila nel corso dell’intera giornata).

Il patron della manifestazione, Manfred Schaller, ha scaricato la colpa sulla polizia accusandola di aver fatto aprire in maniera improvvida alcuni accessi creando un ”afflusso incontrollato” al tunnel che poi ha creato il micidiale intasamento. Sulla memoria delle vittime, attraverso il sito del più letto quotidiano tedesco, la Bild, non ha esitato a gettare fango una avvenente ma controversa ex-conduttrice di Tg, Eva Herman, dimessasi tre anni fa per dichiarazioni filo-naziste: i partecipanti al raduno, a suo dire, erano in così gran numero ubriachi o drogati che gia’ prima dell’incidente sembrava di assistere ad un film su ”Sodoma e Gomorra”.