Pinerolo (Torino): lui e lei giù da 4mila metri, morti due paracadutisti

Pubblicato il 25 Maggio 2010 - 20:35 OLTRE 6 MESI FA

Doveva essere un lancio come quelli che avevano fatto per tutta la mattina. E invece quello delle 12,20 di oggi 25 maggio è stato l’ultimo per una coppia di paracadutisti “di figura” francesi, uniti nella vita oltre che dalla passione sportiva, che si sono schiantati al suolo dopo un volo di 4mila metri.

I paracadute dei due si sono attorcigliati rendendo impossibile qualsiasi manovra per salvarsi. La tragedia si è consumata nei cieli di Garzigliana (Torino), a due passi da Pinerolo. Le vittime erano due ‘para” esperti. Lui, Christophe Zagula, 38 anni, aveva effettuato oltre duemila lanci. Lei, Catherine Groff, 42 anni, ne aveva oltre 500.

Vivevano insieme, anche se dai documenti figuravano residenti in due località diverse alle porte di Strasburgo, Ruelisheim e Biesheim. Erano tornati a Garzigliana, dove ha sede la scuola di volo umano “Vertical Fly”, dopo esserci stati un mese fa per esercitarsi. Con loro altre dieci persone, che si trovavano a terra quando è avvenuta la tragedia. Sette minuti. Questo il tempo che mediamente impiegano i paracadutisti ad atterrare dall’altezza di 13mila piedi, 4mila metri appunto. Piroette e giravolte, in coppia o anche in numero superiore a due, sono gli esercizi in cui sono specializzati quelli “di figura”, come appunto erano i due francesi deceduti. Per i due, che si erano lanciati da un piccolo aereo come avevano già fatto diverse volte in mattinata, sono stati inizialmente minuti di divertimento e di allenamento.

Poi, però, qualcosa non è funzionato. Stando alle testimonianze raccolte dai carabinieri della stazione di Bricherasio, intervenuti per primi nei campi di via Umberto I, dove si sono schiantati al suolo i due sfortunati atleti, sarebbe stato Zagula ad andare a urtare il paracadute della donna proprio mentre era in fase di apertura e mentre si stava aprendo anche il suo.

È stata proprio questa singolare combinazione a fare attorcigliare i tiranti dei due paracadute in modo da rendere impossibile l’apertura di quelli di emergenza. A quel punto, gli ultimi minuti di volo per la coppia sono stati di assoluto terrore, con l’aumento progressivo della velocità e nell’avvicinarsi al terreno. Lo schianto è stato devastante e non ha lasciato alcuno scampo ai due transalpini, che sono morti sul colpo a causa del politrauma, sotto gli occhi di un agricoltore che non ha potuto fare nulla se non chiamare i soccorsi, rivelatisi inutili. Le salme sono state trasportate all’ospedale di Pinerolo, dove sono state composte in attesa del trasferimento in patria.