Ragazzina vuole farsi un piercing, ma dopo il “buco” resta paralizzata per mesi

di Lorenzo d'Albergo*
Pubblicato il 17 Novembre 2010 15:44 | Ultimo aggiornamento: 17 Novembre 2010 15:44

Grace, una ragazzina inglese di 15 anni, ha voglia di essere come tutte le sue coetanee: vuole un piercing. Un’operazione da niente, senza rischi apparenti. Ma è malata. Ha la sindrome di Guillain-Barre. Una sindrome che colpisce una persona ogni centomila. Inizia tutto con un’infezione di origine batterica. Poi la “paralisi ascendente”: comincia dai piedi e sale al resto del corpo. È proprio quello che accade a Grace poche ore dopo il piercing all’orecchio. La ragazza si fa accompagnare da un medico dalla madre. Il bruciore che avverte a mani e piedi non viene giudicato pericoloso e Grace torna a casa.

In pochi giorni è totalmente paralizzata: non deglutisce e non respira più autonomamente. Ma è vigile, intrappolata nel suo corpo. La ragazzina ha solo un modo per comunicare. «Volevo dire a mia mamma che le volevo bene – ha raccontato Grace dopo la fine della sindrome – e potevo farlo solo strizzando gli occhi, l’unica cosa che potevo fare». Passano settimane, mesi. La malattia sembra incurabile. La terapia intensiva a cui viene sottoposta Grace ha, però, effetto: tornerà a camminare e addirittura a danzare.

Il caso della ragazza inglese è estremo, ma è provato che un piercing su cinque provoca infezioni. E le infezioni possono diventare cicatrici. La cartilagine bucata non permette, infatti, un corretto apporto sanguigno, indispensabile per permettere alle cellule immunitarie di combattere l’infezione. Inoltre, nel caso di applicazioni alla lingua, all’ombelico o ai genitali si rischia la lacerazione.

*Scuola di Giornalismo Luiss