Gb: “Maestra, posso andare in bagno?”. “No, se non lo chiedi in gallese”

di Daniela Lauria
Pubblicato il 15 Novembre 2012 20:40 | Ultimo aggiornamento: 15 Novembre 2012 20:49
Nell’800 i bimbi sorpresi a parlare in lingua gallese venivano puniti col metodo Welsh Not. Oggi nelle scuole gallesi accade il contrario: “Non vai in bagno se non lo chiedi in gallese”

CEREDIGION (GALLES) – “Scusi, Signora Maestra, posso andare in bagno?“. “No, se non lo chiedi in gallese”. Quando un alunno delle scuole elementari di Ceredigion lo ha raccontato ai suoi genitori, devono essere rimasti parecchio perplessi. Tanto da volerci vedere più chiaro: indagando hanno scoperto che il permesso negato per andare alla toilette era solo una delle punizioni inflitte dagli insegnanti della zona che si erano improvvisati strenui difensori della lingua gallese. Minacciata, a loro avviso, da quella inglese.

Gli scolari di Ceredigion sono stati lentamente terrorizzati e ammaestrati a non usare l’odiato idioma: al punto che una bimba ha chiesto ai suoi genitori di non leggerle fiabe della buonanotte se non erano scritte in lingua inglese. Ad un altro bambino è stato intimato di “andarsene a vivere in Inghilterra”. E un terzo è stato accusato di “uccidere la gloriosa lingua gallese”.

I genitori si sono visti costretti a ricorrere al Children’s Commissioner for Wales, che sta ora valutando la delicata questione. La faccenda non è certo circoscritta alla scuola elementare di Ceredigion. In molti istituti del Galles vige addirittura la regola del semaforo: disco rosso per chi viene beccato a parlare inglese la prima volta, giallo la seconda e verde la terza e ultima con rapporto dal preside.

Una situazione uguale e contraria ai tempi in cui vigeva il famigerato Welsh Not, metodo puitivo del XIX secolo che costringeva gli studenti sorpresi a parlare in lingua gallese a portare un pezzo di legno appeso al collo con incise le infamanti lettere WN.