Il maestro più tatuato del mondo: in Francia genitori contro Freaky Hoody, “spaventa i bambini”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 22 Settembre 2020 14:30 | Ultimo aggiornamento: 22 Settembre 2020 14:35
Il maestro più tatuato del mondo

Il maestro più tatuato di Francia, Sylvain, in arte Freaky Hoody (dal profilo Facebook)

L’uomo più tatuato di Francia dalla testa ai piedi – occhi viso e cranio compresi – fa anche il maestro a sud di Parigi, nell’Essonne.

Docente precario e performer artist, Sylvain, trentacinque anni, il maestro più tatuato del mondo, nome d’arte Freaky Hoody (potremmo tradurre “strambo in felpa con cappuccio”), non piace tuttavia a tutti.

Il maestro più tatuato del mondo: elementari e medie sì, materne no

Attualmente è stato costretto a sospendere le sue supplenze nelle classi della materna. Alcuni genitori gli contestano un’accusa degradante per un maestro: fa paura ai bambini, non può e non deve insegnare.

Al momento continua le sue lezioni alle elementari e alle medie. Abituato al pubblico e a essere osservato trova ingiustificate le paure dei genitori (forse più choccati dei pargoli, Sylivain non si capacita di tanta ostilità).

“La mia apparenza non è ostacolo al mio lavoro”, si difende. Del resto è un artista che si esibisce in tutto il mondo, nel suo campo è un’autorità assoluta. Meticoloso fino al puntiglio: si è tatuato gengive e interno labbra, genitali, palmi delle mani e dei piedi.

Ci ha speso, per i tatuaggi, cinquantamila euro, ma in un’aula scolastica resta un insondabile e temibile mostro.

Soprattutto per i genitori. Che hanno sollecitato ispezioni al Provveditorato, le quali hanno dato esito negativo: il maestro ci sa fare, didattica ineccepibile.

“Superato il primo stupore, i bambini mi trovano molto cool”

E i bambini, a sentir lui, più divertiti che terrorizzati. 

“Superato il primo stupore stabiliamo una buona relazione e mi trovano anzi molto cool”.

Per ora regge il compromesso del bando dalle materne. Sylvain capisce la situazione.

“Posso capire una misura di prudenza ma ribadisco che non sono un provocatore. E penso invece che il mio aspetto insegni ai bambini cosa sia la diversità”. (fonti Le Parisien, La Repubblica)