Maria: rapita o adottata? Chi è la bimba bionda in mezzo ai rom

di Antonio Sansonetti
Pubblicato il 21 Ottobre 2013 16:19 | Ultimo aggiornamento: 21 Ottobre 2013 16:45
Maria, mistero di una bimba bionda in mezzo ai rom. Rapita o adottata?

Maria, mistero di una bimba bionda in mezzo ai rom. Rapita o adottata?

LARISSA, GRECIA – Della bimba Maria, trovata giovedì 17 ottobre in un grande campo rom a Larissa (Grecia), si sa solo che è bionda e che nel suo Dna c’è scritto che papà e mamma rom non sono i suoi veri genitori. Di chi sia figlia e di come sia finita lì non si hanno certezze.

Larissa, capoluogo della Tessaglia a 60 km dal porto di Volos, si trova a metà strada fra Atene e Salonicco. La città, 145 mila abitanti, ospita, nel campo di Farsala, una grossa comunità rom, di almeno 2.000 persone.

È qui che la bimba viveva con un “papà” di 40 anni e una “mamma” di 39. Ma i suoi lineamenti nordici e il test del Dna hanno rivelato che Maria non era figlia loro.

Sarebbe la prima conferma di una leggenda metropolitana, quella dei “rom che rapiscono i bambini”. Vi ricordate la storia di Ponticelli, a Napoli?

Leggenda o non leggenda, l’associazione greca “Χαμόγελου του παιδιού”, “Sorriso del bambino”, che ha preso in custodia Maria, ha comunicato di aver ricevuto migliaia di chiamate del tono “è mia figlia” da tutto il mondo.

“Molti messaggi arrivano da famiglie che hanno visto i propri figli scomparire anni fa – ha spiegato alla stampa inglese Panagiotis Partalis, portavoce internazionale dell’associazione – Ci siamo basati sulle fotografie che ci hanno inviato, e ci sono una decina di casi somiglianti con la piccola. Li stiamo valutando per scoprire se ci sono dei legami”.

L’Interpol ha passato in rassegna 38 casi di bimbe sotto i sei scomparse. Nessuna di queste è greca e nessuna descrizione combacia con il volto di Maria.

Della bimba non si riesce a determinare con precisione neanche l’età: inizialmente si è ipotizzato 4 anni, ma dopo l’esame odontoiatrico risulta che Maria abbia fra i 5 e i 6 anni di età.

La bimba, riferisce al quotidiano ellenico Kathimerini il presidente di “Sorriso del bambino” Kostantinos Giannopoulos, nell’ufficio dello psicologo avrebbe detto solo due parole: “Sono felice”. Maria, racconta Giannopoulos, non chiede di nessuna delle persone con cui è vissuta fino a qualche giorno fa.

Il giornale greco Ethnos ha dato risalto alla strana storia di due genitori che quattro anni fa hanno perso – è morta – la loro bambina quando aveva solo 20 giorni. Riporta il Corriere.it:

“Una coppia di Salonicco, con il padre con ascendenti scandinavi, già nel 2009 si era rivolto alla polizia greca sostenendo che la tomba della figlia, dichiarata morta 23 giorni dopo la nascita, era stata trovata vuota. La coppia, che aveva avuto la bambina il 5 aprile 2009, dopo il 28 aprile non aveva più visto il corpicino. La loro firma sul documento, con la quale attestavano di aver visto la bimba nella bara, sarebbe stata apposta un condizioni di stress”.

Insomma Maria è stata rapita o addirittura resuscitata? L’avvocato della coppia rom arrestata sostiene invece che Maria è stata adottata. “Sorriso del bambino” spiega che “non ci sono prove che Maria sia stata obbligata a lavorare o chiedere l’elemosina”.

Babis Dimitriou, il capo della comunità rom di Larissa, spera che il giallo di Maria non abbia ripercussioni “noir” sui nomadi, in una Grecia già infestata da Albe dorate e rigurgiti razzisti.

Dimitriou, i vicini e l’avvocato della coppia rom sostengono che il padre naturale della bimba sia un bulgaro che avrebbe affidato tramite un mediatore, anch’esso bulgaro, Maria ai suoi due genitori adottivi. E che la bambina stessa voleva rimanere con loro, mentre il padre naturale ogni tanto va a visitarla nel campo di Farsala, la residenza dei rom a Larissa. Non solo. Interrogati in presenza del loro avvocato, i due finti genitori di Maria hanno dichiarato che anche la madre naturale della bimba è bulgara e rom. Hanno inoltre indicato il nome del mediatore che gli ha portato Maria e hanno affermato che la madre naturale si trova tuttora in Grecia.

Un altra prova a loro favore è il fatto che la bimba parla solo in dialetto romanès.

A loro discapito – oltre all’accusa di sequestro di minore – ci sono le contestazioni di uso di documenti falsi e il fatto che dichiarino di avere 13 figli, dei quali 6 partoriti negli ultimi 10 mesi – miracolo impossibile in natura. Mentre ben 10 dei 13 “figli” risultano irrintracciabili.

Perché dichiarare di avere tanti figli? Questione di welfare. La coppia ha registrato i 13 figli in tre diverse regioni della Grecia, un trucco per cumulare sussidi per la prole fino a 2.500 euro al mese.

Ma se i trucchi dei due rom hanno una facile spiegazione, la storia della bionda Maria resta un mistero.