Mariam Moustafa, la 18enne italiana uccisa per uno scambio di persona?

di Redazione Blitz
Pubblicato il 20 marzo 2018 15:55 | Ultimo aggiornamento: 20 marzo 2018 16:02
Mariam Moustafa

Mariam Moustafa, la 18enne italiana uccisa per uno scambio di persona?

ROMA – Potrebbe essere stata vittima di uno scambio di persona Mariam Moustafa, la 18enne romana morta dopo un’aggressione da parte di un branco di bulle a Nottingham, in Inghilterra.

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Secondo quanto raccontato dalla sorella 15enne Mallak al tabloid britannico Sun, ad agosto lei e Mariam sarebbero state prese di mira dal gruppo di ragazze in un parco vicino casa.

“Non sapevo chi fossero, non erano della nostra scuola – ha spiegato Mallak al tabloid – ci hanno attaccate perché dicevano che le stavamo fissando e ci hanno colpite entrambe”.

Nel febbraio scorso, mentre sta camminando in Parliament Street, a Nottingham, Mariam si imbatte nelle stesse ragazzine incontrare quel giorno d’estate.

“Erano dieci di loro – ha raccontato Mallak -. Mariam le riconobbe dopo il primo attacco. Provò a scappare ma loro iniziarono a urlare e la inseguirono. Una volta raggiunta, le chiesero se ci fosse lei dietro al profilo Instagram chiamato ‘Black Rose'”.

Mariam disse che avevano sbagliato persona.

“Replicarono dicendole che era una bugiarda e iniziarono a picchiarla” ha aggiunto Mallak.

Mariam allora salì su un autobus, cercando di sfuggire alle grinfie della gang, ma venne inseguita a bordo del mezzo e aggredita di nuovo. Le immagini di sicurezza dell’autobus, che mostrano cosa è successo nei momenti successivi, sono state consegnate alla polizia.

Mariam, identificate le 6 ragazze che l’aggredirono sull’autobus

La polizia di Nottinghan nel mentre ritiene di aver individuato le sei ragazze della gang accusata di aver aggredito Mariam.

Lo riporta il Guardian citando il sovrintendente capo Rob Griffin, che in una conferenza stampa ha peraltro confermato come allo stato gli investigatori britannici escludano il movente del razzismo, malgrado i sospetti della famiglia. “Sappiamo che un gruppo di sei ragazze è stato coinvolto nell’aggressione e crediamo di averle ora identificate tutte e sei”, ha detto Griffin, aggiungendo che sono state registrate denunce di una potenziale matrice “d’odio etnico”, ma che al momento “tutte le prove indicano non si sia trattato in alcun modo di un crimine d’odio”.

Il funzionario ha peraltro ammesso che le indagini proseguono su precedenti episodi di aggressione contro la ragazza e sua sorella, denunciati ad agosto: episodi per i quali finora non sono stati individuate persone sospette, né legami con quanto accaduto più di recente.

 

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