Una “Matteo S.” verso le coste libiche: sì, è la nave salva-migranti della Ong tedesca Lifeline

di Redazione Blitz
Pubblicato il 20 Giugno 2019 18:14 | Ultimo aggiornamento: 20 Giugno 2019 18:19
Una "Matteo S." verso le coste libiche: sì, è la nave salva-migranti della Ong tedesca Lifeline

Una “Matteo S.” verso le coste libiche: sì, è la nave salva-migranti della Ong tedesca Lifeline (fonte Mission-Lifeline)

ROMA – L’anno scorso disobbedì agli ordini della Guardia Costiera libica, le sequestrarono la nave a Malta, il capitano finì sotto processo, ma la Ong tedesca Lifeline non si è affatto rassegnata a salvare vite umane nel Meditterraneo e anzi rilancia la sfida ai politici dei porti chiusi. Da tre giorni due imbarcazioni a vela, la Matteo S. e la Sebastian K. stanno puntando verso le coste libiche per un’azione dimostrativa in difesa dei diritti umani, ma sono pronte e attrezzate per salvare eventuali naufraghi.

Matteo S. come Matteo Salvini e Sebastian K. come Sebastian Kurz, il primo ministro austriaco, niente di meno. “Ci stiamo avvicinando alla zona Sar libica, la probabilità di trovare barche in difficoltà diventa più grande, dimostriamo qui ma siamo pronti per l’emergenza”, ha scritto su Twitter la Ong che ieri ha ricevuto in mare la gradita visita dell’equipaggio di una nave militare inglese che ha consegnato loro una medaglia d’onore.

Consiglio d’Europa chiede stop a collaborazione con la Libia. Gli Stati membri della Ue devono sospendere ogni collaborazione con la Libia finché non sarà provato che non sono violati i diritti umani delle persone sbarcate sulle sue coste.

È una delle 35 raccomandazioni che il commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, Dunja Mijatovic, fa agli stati membri dell’organizzazione, e in particolare a quelli che sono anche membri della Ue, affinché rispettino il giusto equilibrio tra il diritto di controllare i confini e il dovere di proteggere le vite e i diritti delle persone soccorse nel Mediterraneo.

Nelle raccomandazioni il commissario evidenzia ripetutamente che la responsabilità per le operazioni di ricerca e salvataggio, gli sbarchi e l’accoglienza delle persone soccorse deve essere condivisa tra tutti gli Stati membri della Ue e non demandata unicamente a quelli costieri.

Salvini: “In Italia barchini e barconi non arrivano”. “In Italia per quello che mi riguarda e col mio permesso non arriva nessuno, possono mandare i caschi blu dell’Onu, gli ispettori del consiglio d’Europa, il commissario Basettoni, Pippo, Pluto e i Fantastici 4. Barchini e barconi non ne arrivano”. Lo ha detto il vice premier e ministro dell’Interno Matteo Salvini a margine dell’assemblea di Confartigianato.

“Si arriva in Italia se si ha il permesso di arrivare in Italia, rispettando le leggi e i regolamenti e convenzioni internazionali” ha aggiunto il ministro dell’Interno ribadendo le critiche alle organizzazioni non governative.

“Le Ong – ha detto – sono al di fuori della legge” e la “Seawatch, che è da giorni a zonzo per il Mediterraneo, sarebbe già arrivata in Olanda”. A chi gli chiedeva se la Libia è un porto sicuro ha risposo che “stiamo collaborando con la guarda costiera libica a cui forniamo uomini e mezzi e in alcune strutture della Libia ci sono inviati dell’Onu e delle associazioni umanitarie”. (fonte La Repubblica, Ansa)