Max Mosley vs Google: “Orgia nazista, via i link”. “Non siamo polizia del web”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 7 settembre 2013 20:05 | Ultimo aggiornamento: 8 settembre 2013 9:37
Max Mosley vs Google: "Orgia nazista, togliete i link". Vuole diritto all'oblio

Max Mosley vs Google: “Orgia nazista, togliete i link”. Vuole diritto all’oblio (foto Lapresse)

PARIGI – Max Mosley chiede il diritto all’oblio, quindi chiede a Google di creare un filtro speciale che impedisca di apparire nei risultati delle ricerche i siti con le foto e i video che ancora lo ritraggono in atteggiamenti poco presentabili: sono i riferimenti all’orgia in divise naziste che fece scalpore qualche anno fa. L’ex numero uno della Formula Uno mondiale ha portato il colosso in tribunale, in Francia.

Google però dice no:

“Sarebbe uno strumento di censura senza precedenti”, riferisce Stefanno Montefiori sul Corriere della Sera:

Google non è “la polizia di internet”.

Luca Dello Iacovo sul Sole 24 Ore spiega in cosa consiste la richiesta dei legali di Mosley:

Il filtro voluto dai legali di Mosley dovrà essere in grado di trovare e cancellare dal motore di ricerca alcuni contenuti. In questo modo eviterebbe di inoltrare ogni volta una domanda a Google per eliminarli. Un confronto identico è in corso anche in Germania: la prima udienza avverrà il 20 settembre.

La storia è del 2008: il News of the World pubblicò il video di una festa a casa Mosley: si trattava, secondo il tabloid, di un’orgia con tema il nazismo. Mosley e i suoi “ospiti” vi erano ritratti in uniforme. La cosa destò parecchio scandalo all’epoca.

Dello Iacovo però riporta anche la reazione stizzita di Google, per il quale in problema non sussiste, in quanto la rimozione contenuti può essere chiesta già adesso:

Per il gigante hi-tech è un attacco alla libertà di espressione. Daphne Keller, associate general counsel di Google, punta il dito contro un modello che definisce di “censura automatizzata”: adoperare i filtri software ha come conseguenza l’aggiramento del controllo della magistratura. Esistono già alternative. Keller ricorda che gli utenti possono chiedere di eliminare ad esempio singole pagine web dalle ricerche che appaiono su Google se i contenuti infrangono le normative.

Aggiunge Stefano Montefiori:

“Google ricorda di avere «già rimosso centinaia di pagine su richiesta di Mr. Mosley», e di essere «pronta a rimuoverne altre»”.

Il filtro però no:

“Un insieme di parole o immagini possono infrangere la legge in un contesto, ma essere lecite in un altro. Per esempio, il filtro potrebbe finire col censurare le notizie riguardanti lo stesso processo Mosley»”.