Meghan, un fantasma a spaventare la Regina: intervista per dire Elisabetta razzista

di Alessandro Camilli
Pubblicato il 13 Gennaio 2020 13:56 | Ultimo aggiornamento: 13 Gennaio 2020 13:56
Meghan Markle, un fantasma a spaventare la Regina: intervista per dire Elisabetta razzista

Meghan, un fantasma a spaventare la Regina: intervista per dire Elisabetta razzista (nella foto Ansa, Meghan Markle con Harry e la Regina Elisabetta)

ROMA – Meghan, un fantasma a spaventare la Regina. O almeno a tentare di spaventarla quella sovrana che a 93 anni, di cui almeno mezzo secolo a regnare tra le tragedie, i drammi e i potenti del mondo, forse non si farebbe spaventare certo da una sia pure esperta di costruzione e demolizione immagine. Il fantasma  o il suo simulacro lo agita da qualche giorno tal Tom Bradby, presentatore di mestiere e , raccontano, anche un po’ portavoce di Meghan moglie di Harry.

Il bravo presentatore va annunciando a mezza bocca che è pronta, sarebbe pronta una intervista di Meghan che viene insignita della caratteristica di “atomica”. Atomica, cioè arma fine di mondo. Atomica, cioè arma una volta sganciata capace di annichilire Windsor casata e monarchia britannica d’un sol colpo. La testata nucleare dell’intervista atomica? La rivelazione, anzi la tesi, anzi più probabilmente il lamento mescolato all’accusa. Accusa di discriminazione subita. Subita perché di pelle non completamente bianca. Insomma nell’intervista fantasma fatta circolare come spettro che si aggira su Londra l’accusa alla regina Elisabetta di non aver voluto riconoscere alla non bianca Meghan quel che è stato riconosciuto alla bianca di pelle Kate.

Niente meno che un’accusa, un lamento di discriminazione su base razziale. Qualcosa rivolto soprattutto all’opinione pubblica americana questa di Meghan vittima e martire del razzismo d’alta classe e d’alta scuola ma pur sempre razzismo che sarebbe alla base dei comportamenti della regina e quindi alla base della decisione di Meghan ed Harry di allontanarsi dalla famiglia reali.

Vittime, costretti a quasi auto esiliarsi. Lei Meghan perché trattata come parente acquisita figlia di un dio minore quanto colore della pelle. Lui, Hanry, costretto a scegliere tra l’amore genuino per la sua donna e il razzismo ipocrita della famiglia d’origine.

Una narrazione, meglio dire una fiction, che, se davvero Meghan dovesse avere questo in testa, potrebbero forse funzionare in termini di ascolto negli Usa. Negli Usa sempre pronti a qualunque narrazione in cui gli europei fanno pessima figura. La fiction di Elisabetta cattiva e razzista in Gran Bretagna e in Europa difficilmente attecchirebbe. La meno ingenua e più smaliziata Europa vedrebbe in questo racconto la chiara mano di chi rivolta la frittata e si dichiara vittima del vaso che di proposito ha mandato in frantumi.

Raccontano comunque, e lo fa anche il Daily Telegraph che ostile alla Corona nelle sue cronache non è, che le apparizioni dell’intervista fantasma, l’agitarsi di questo ectoplasma siano vissute a Corte come semplicemente un non grazioso ricatto. E’ fissato a breve vertice di famiglia, Harry è rimasto a Londra per trattare/definire titoli, proprietà, appannaggi, diritti, doveri della coppia Meghan-Harry una volta sganciatisi dalla Corte stessa. Una questione su tutte: fino a che punto potranno usare il marchio nobiliare e reale come brand pubblicitario? Nelle stesse ore del vertice e della trattativa dal Canada dove è Meghan quei volteggi di intervista fantasma. Un ricatto. 

O un ricattuccio? Minacciare l’atomica, sventolare l’atomica ha sempre avuto una contro indicazione. Si chiamava e si chiama deterrenza. Se sganciavi davvero l’atomica, anche se per primo, potevi star sicuro che l’avversario-nemico aveva la possibilità di rispondere con altre atomiche capaci di distruggere anche te dopo che tu avevi distrutto lui. Quindi proprio sicuri della sopravvivenza di una presentabile immagine di Meghan dopo che avesse lanciato l’improbabile accusa di razzismo niente meno che alla Regina Elisabetta? Proprio sicuri che l’immagine di Meghan donna moderna non verrebbe vaporizzata diventando quella di una donna d’ogni tempo che vuol solo fare soldi con il figlio dei ricchi, il figlio dei ricchi che si è portata all’altare, che comanda. Insomma il figlio della regina come strumento per sistemarsi, anzi allargarsi a carriera e potere.