Milano/ Svolta nelle indagini per lo storico furto al Diamond Center di Anversa. Leonardo Notarbartolo in manette per ricettazione. Sequestrato un chilo di pietre preziose

Pubblicato il 15 Luglio 2009 10:57 | Ultimo aggiornamento: 15 Luglio 2009 11:25

La polizia di Milano ha fermato ieri una Bmw nei pressi di Viale Monterosa, mentre faceva dei controlli di routine e insospettita da chi ne era al volante hanno chiesto i documenti al conducente.

Gli agenti si sono trovati davanti niente di meno che Leonardo Notarbartolo, 57 anni, capo di una banda di ladri che nel febbraio 2003 aveva rapinato il World Diamond Center di Anversa, portando via un chilo di diamanti. Per il furto Notarbartolo aveva già scontato la sua pena con sei anni di reclusione nel carcere belga, ma il bottino non era ancora stato mai trovato.

Insospettiti dalla sua storia i poliziotti di Milano hanno perquisito la Bmw e sequestrato un chilo di pietre preziose divise in 21 confezioni che si trovavano nei sedili posteriori e nel cofano della macchina.
Nei laboratori della Questura di Milano analisi chimiche stanno ora accertando se si tratta di zirconi o diamanti veri.

Nel caso in cui si tratti di diamanti il valore supererebbe i 5 milioni di euro. Per il momento nulla di certo, ma si ipotizza che le pietre possano essere veramente i diamanti del World Diamond Center mai trovati.

Dopo aver scontato la sua pena Notarbartolo era tornato in famiglia, in un paesino nei pressi di Torino, e continuava a nascondere quello che è stato definito il furto del secolo.

Quando i poliziotti di Milano l’hanno fermato, accanto a lui nella vettura si trovavano un imprenditore milanese di 61 anni e il figlio di 23.

Il caso è passato ora alla squadra mobile di Torino, che segue i movimenti di Notarbartolo da anni e che ha ora avviato una serie di nuove indagini.

Sempre da Torino il legale che difende Notarbartolo, Basilio Foti, dichiara che i preziosi trovati a Notarbartolo non sono il bottino del “colpo del secolo” di Anversa e nemmeno il provento di qualche altro reato: «Si tratta di scarti di lavorazione acquistati regolarmente».

L’avvocato ribadisce che il suo cliente non è stato arrestato e annuncia che farà partire subito l’iter «per ottenere il dissequestro del preziosi». Il valore complessivo delle pietre si aggirerebbe attorno ai diecimila euro.