Mon Quotidien, il giornale per bambini è un successo in Francia

Pubblicato il 27 luglio 2010 10:04 | Ultimo aggiornamento: 27 luglio 2010 10:14

La riunione di redazione di Mon Quotidien

Un giornale fatto dai bambini per i bambini, dai 10 ai 14 anni. Poteva essere rischioso scommettere su un prodotto cartaceo destinato a una generazione che più tecnologica non si può e invece è un successo in Francia. Il giornale si chiama Mon Quotidien, esce ogni giornom da 15 anni, con 8 pagine dedicate ai temi che possono interessare i ragazzi.

L’editore-diretrtore e chi ci lavora sono adulti, ma due volte a settimana invitano i loro piccoli lettori per scegliere i contenuti e così il tavolo della riunione di redazione si popola di bambini. Come Elisa Cammarota e Anthony Azoulay, 10 anni, che si siedono al tavolo per parlare di attualità e sport. A presiedere i lavori è Francois Dufour, il fondatore e direttore del giornale. La sua fortuna è iniziata negli anni Novanta, quando guadagnò un bel capitale da una linea di “quiz cards” di successo.

Con quei soldi, nel 1995, decise di dare vita a Mon Quotidien, a Parigi, destinato ai ragazzini da 10 a 14 anni. Un successo talmente grande -con tirature di 50mila copie- che poi arrivarono altri due giornali: Petit Quotidien (per bambini dai 7 ai 10 anni) e l’Actu (per adolescenti dai 14 ai 17 anni).

Mon Quotidien esce tutti i giorni tranne la domenica e il suo successo si basa su una grafica accattivante oltre che sui contenuti: grandi foto, vignette e articoli. Non è gratuito ma arriva a casa per abbonamento. Questa la formula del successo: ogni anno a settembre il signor Dufour e i suoi soci inviano circa 15 milioni di copie gratuite agli insegnanti di Francia. Trenta copie ciascuno, per distribuirle in classe. A quel punto sono i bambini stessi che fanno pressione sui genitori per avere il giornale.

Mon quotidien non si compra in edicola, la distribuzione costa troppo: arriva comodamente a casa sottoscrivendo un abbonamento. Per ora Mon Quotidien resiste al richiamo di internet: non ha una versione on line. I genitori non pagherebbero il giornale ai figli se ci fosse una versione gratuita in rete.

Tutto potrebbe cambiare con la diffusione dell’I Pad. “Bisogna vedere- dice Dufour- se i genitori lo considereranno come un giornale non cartaceo o come un altro strumento per navigare in internet”. A quel punto anche i bambini useranno l’I Pad e magari smetteranno di pagare la il giornale di carta.

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