Mosca, sulla Piazza Rossa maxi baule di Louis Vuitton. Polemica

di Maria Elena Perrero
Pubblicato il 26 Novembre 2013 17:08 | Ultimo aggiornamento: 26 Novembre 2013 17:09
Mosca, sulla Piazza Rossa maxi baule di Luis Vuitton. Polemica

Il baule Luis Vuitton sulla Piazza Rossa (Foto dal Moscow Times)

MOSCA – Lenin si rivolterebbe nella tomba. Davanti a lui, al suo mausoleo di staliniana memoria, sulla celebre Piazza Rossa di Mosca, è stato installato un padiglione di Louis Vuitton, altare al lusso occidentale tanto apprezzato dagli oligarchi del Ventunesimo secolo: trenta metri di lunghezza per nove di altezza e larghezza nella forma di uno dei bauli storici della maison francese. Avvolto, con un sussulto di nazionalismo, nel tricolore russo.

Il colossale baule ospiterà, dal 2 al 19 dicembre, la mostra “L’anima del viaggiatore”, in cui verranno esposte alcune valigie Louis Vuitton usate da celebrità tra il XX e il XXI secolo, oltre a diverse installazioni e video. Ma appena eretto ha suscitato le ire di molti, nostalgici e non solo.

Sergei Obukhov, deputato del Partito Comunista, ha accusato il Cremlino di “minare le fondamenta dello Stato prendendosi gioco della Piazza Rossa”, sito patrimonio dell’umanità per l’Unesco insieme al Cremlino. E proprio la cittadella moscovita viene in parte nascosta dal colosso griffato. Tanto che persino Arkhnadzor, ente  che si occupa di preservare l’architettura cittadina, ha gridato allo scandalo, ergendosi in difesa delle “migliaia di persone che vogliono vedere la Piazza Rossa e non un padiglione di una nota firma”.

Anche un altro deputato, Alexander Sidyakin, del partito Russia Unita da cui lo stesso Vladimir Putin viene, ha chiesto all’Ente anti-monopolio federale di indagare se il padiglione violi l’architettura moscovita e le norme sulla pubblicità. In ogni caso, ha detto, “danneggia l’immagine storica della Piazza Rossa”.

I russi, del resto, con Louis Vuitton hanno imparato a fare i conti da un pezzo. Già nel 2007 fece discutere una pubblicità della casa di moda in cui il testimonial Mikhail Gorbaciov, tanto amato dagli occidentali ma meno dai suoi connazionali, portava in valigia (ovviamente una LV) una rivista con, in copertina, la morte di Aleksandr Litvinenko, l’ex agente segreto ucciso dal polonio 210 a Londra nel 2006. Dietro al quale ci sarebbe, secondo alcuni, proprio Putin.