Nantes, incendio alla Cattedrale: arrestato volontario ruandese, ha confessato

di Redazione Blitz
Pubblicato il 26 Luglio 2020 10:47 | Ultimo aggiornamento: 26 Luglio 2020 10:51
Nantes, incendio Cattedrale

Nantes, incendio alla Cattedrale: arrestato volontario ruandese, ha confessato (foto ANSA)

Le autorità francesi hanno arrestato un 39enne ruandese, volontario, per l’incendio del 18 luglio nella cattedrale di Nantes. 

A una settimana dall’incendio nella cattedrale di Nantes, in Francia, il volontario ruandese della diocesi, che era stato fermato e poi rilasciato, ha confessato di aver provocato le fiamme accendendo i tre inneschi all’interno della chiesa. L’avvocato del volontario, in difficoltà con il rinnovo del permesso di soggiorno, ha detto che il suo cliente era “pieno di rimorsi” e che la confessione è stata “una liberazione”.

Il volontario della diocesi in cui rientra la cattedrale di Nantes, ha confessato davanti al magistrato che lo interrogava di essere l’autore dell’incendio che ha danneggiato la chiesa la settimana scorsa.

L’uomo, un ruandese di 39 anni arrivato in Francia alcuni anni fa, è stato fin da subito il principale sospettato: era lui il responsabile della chiusura della cattedrale la sera prima del disastro. La polizia lo aveva preso in custodia la prima volta il 18 luglio per poi rilasciarlo il giorno dopo.

“Il mio cliente si rammarica amaramente dei fatti e confessare è stata una liberazione per lui”, ha riferito il suo avvocato alla stampa locale, dicendo che l’uomo è “mangiato dai rimorsi e sopraffatto dalla portata degli eventi”. 

Le indagini

Nell’ambito dell’indagine sono state ascoltate “più di trenta persone”. Una ventina gli investigatori della polizia giudiziaria sono stati mobilitati per determinare la causa dell’incendio. “I primi risultati comunicati dal laboratorio centrale della prefettura di polizia di Parigi portano adesso a privilegiare la pista criminale”, afferma oggi in un comunicato stampa il pubblico ministero di Nantes, Pierre Sennès.

“Gli sviluppi dell’indagine hanno portato al nuovo arresto” del volontario e al suo collocamento in custodia di polizia. Il 39enne rischia “una pena di 10 anni di reclusione e una multa di 150mila euro”, ha aggiunto il pubblico ministero. (fonti ANSA, AGI)