Chiama 118 ma l’operatore la sbeffeggia: Naomi Musenga muore a 22 anni

di redazione Blitz
Pubblicato il 9 maggio 2018 15:49 | Ultimo aggiornamento: 9 maggio 2018 15:49
Chiama 118 ma l'operatore la sbeffeggia: Naomi Musenga muore a 22 anni

Chiama 118 ma l’operatore la sbeffeggia: Naomi Musenga muore a 22 anni

PARIGI – “Sì, sì, prima o poi, un giorno, lei morirà, come tutti”. Così una operatrice del 118 ha risposto alla disperata richiesta di aiuto di una ragazza in fin di vita. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui, Ladyblitz – Apps on Google Play] E’ successo il 29 dicembre scorso a Strasburgo, in Francia, dove Naomi Musenga, giovane mamma di 22 anni è morta per una grave emorragia interna, dopo che era stata sbeffeggiata al telefono dagli operatori del pronto intervento.

La Francia è sotto choc e polemiche furiose sono montate dopo che una registrazione della telefonata è stata diffusa. In quel file audio si sente la giovane madre chiedere aiuto con voce flebile: “Aiutatemi signora, aiutatemi, sto malissimo” e poi “sto per morire”. Ma l’operatrice all’altro capo del telefono non le crede, anzi la prende in giro.

A colpire l’opinione pubblica sono state proprio le parole dell’operatrice che, con disprezzo, si è rifiutata di inviare un’ambulanza e ha invitato Naomi a chiamare il medico di guardia: “Sì, sì, prima o poi, un giorno, lei morirà, come tutti”. Si sente la donna scherzare con una collega alle spalle della ragazza che chiedeva aiuto.

Qualche ora più tardi, Naomi chiama i medici di guardia, che a loro volta si rivolgono all’ospedale per chiedere un’ambulanza. All’arrivo dei medici a casa sua, Naomi era ancora cosciente ma aveva ripetuti arresti cardiaci: è morta poco dopo in rianimazione. La diagnosi: “Cedimento multiviscerale per choc emorragico”.

“Sono profondamente indignata per le circostanze della morte di Naomi Musenga – ha fatto sapere la ministra della Salute, Agnes Buzyn – voglio assicurare la sua famiglia sul mio totale sostegno e chiedo un’inchiesta sulle gravi disfunzioni riscontrate”.