L’incubo della nave Flaminia: un mese alla deriva e nessuno la vuole

Pubblicato il 17 agosto 2012 10:50 | Ultimo aggiornamento: 17 agosto 2012 10:50
flaminia

L’incendio a bordo della Flaminia

ROTTERDAM – C’è una nave da un mese alla deriva nelle acque dell’oceano Atlantico, al largo delle coste bretoni: è la Msc Flaminia, portacontainer di 299 metri battente bandiera tedesca.

Lo scorso 14 luglio un incendio è scoppiato a bordo del cargo e ha bruciato una parte dei 2.876 mini container. Il bilancio conta un morto e un disperso. Poi l’incendio è stato domato, i 24 membri dell’equipaggio sono stati salvati da una petroliera che si trovava in sulla rotta e ha risposto all’allarme lanciato dal comandante.

Da quel giorno è passato più di un mese, ma la nave resta ancora in acqua. Salpata dal porto mercantile di Charleston, nella Caorlina del Sud (Stati Uniti), sarebbe diretta ad Anversa.

Francia  e Gran Bretagna non la vogliono accogliere fino a quando non sapranno che cosa trasporta. L’armatore tedesco ha risposto che non è “in grado di fornire questa informazione”.

Nel frattempo il Centro francese di documentazione, ricerca e sperimentazione sull’inquinamento delle acque (Cedre) ha fatto sapere al Ministero dell’Ambiente che “Alcuni dei 37 container situati nella zona colpita dall’esplosione possono rappresentare un rischio a causa dei prodotti chimici che contengono”.

Alcune fonti non ufficiali sostengono che la nave trasporti sostanze infiammabili, materiale chimico esplosivo e gas utilizzato per gli airbag. Intanto gli ambientalisti denunciano il rischio di un disastro ambientale.

 

 

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