Ndrangheta, Giovanni Strangio rinviato a giudizio: è considerato la mente della strage di Duisburg

Pubblicato il 9 Marzo 2010 21:09 | Ultimo aggiornamento: 9 Marzo 2010 21:09

Il luogo della strage di Duisburg, in Germania

La presunta mente della strage di Duisburg, in Germania, va a giudizio. Giovanni Strangio, accusato di essere stato l’ideatore ed uno degli autori della strage del Ferragosto 2007  è stato rinviato a giudizio dal giudice dell’udienza preliminare di Reggio Calabria, Santino Melidona.

A Duisburg morirono sei persone e quell’episodio è considerato il culmine della faida di San Luca che per anni ha visto contrapposta la cosca Pelle-Vottari a quella dei Nirta-Strangio. Strangio, 31 anni, è in carcere dal 13 marzo 2009 dopo essere stato arrestato ad Amsterdam dalla squadra mobile di Reggio Calabria in collaborazione con la polizia olandese ed estradato in Italia nel maggio successivo.

Secondo l’accusa, nella mente di Strangio la strage nacque come vendetta per l’assassinio della cugina, Maria Strangio, uccisa a San Luca il giorno di Natale del 2006. Una delle vittime della strage, Marco Marmo, era sospettato, infatti, di essere il responsabile dell’omicidio di Maria Strangio. Secondo quanto è emerso dalle indagini, obiettivo dell’agguato in cui morì Maria Strangio era, in realtà, il marito della donna, Giovanni Nirta, considerato uno dei capi della cosca.

L’11 febbraio scorso, la squadra mobile ha arrestato, a San Luca, altre due persone, che, secondo l’accusa, parteciparono alla strage, Sebastiano e Giuseppe Nirta, di 39 e e 37 anni, entrambi legati a Strangio. Le sei vittime della strage, portata a termine davanti il ristorante «da Bruno», furono Sebastiano Strangio, di 39 anni, titolare del locale; i fratelli Francesco e Mario Pergola, di 20 e 22 anni, che lavoravano nel ristorante; Marco Marmo, di 25; Tommaso Venturi, di 18, e Francesco Giorgi, di 17, tutti ritenuti dagli investigatori appartenenti o vicini alla cosca Pelle-Vottari.

Il processo si celebrerà davanti alla Corte d’assise di Locri.