Nemtsov, i buchi neri dell’inchiesta: telecamere rotte, spazzaneve, pistola…

di Redazione Blitz
Pubblicato il 4 Marzo 2015 14:34 | Ultimo aggiornamento: 4 Marzo 2015 14:34
Nemtsov, i buchi neri dell'inchiesta: telecamere rotte, spazzaneve, pistola...

Boris Nemtsov

MOSCA –  Le telecamere fuoriuso, lo spazzaneve che copre il killer, la fidanzata risparmiata, la pistola delle forze armate russe, l’auto scambiata: sono molti i punti che non tornano nell’omicidio di Boris Nemtsov, l’oppositore russo di Vladimir Putin ammazzato venerdì 28 febbraio a pochi passi dal Cremlino.

LE TELECAMERE – L’unica telecamera che ha ripreso la scena dell’agguato, nonostante sia avvenuto a pochi metri dai palazzi presidenziali del Cremlino, è quella dell’emittente moscovita Tvcenter, che la usa solitamente per far vedere il panorama come sfondo prima o durante i tg e che ha fornito solo immagini a bassa definizione. Difficile pensare che con le moderne tecnologie la polizia non sia riuscita a ingrandirle e a renderle più nitide. Ma soprattutto si stenta a credere che nessuna delle altre videocamere della zona più sorvegliata del Paese abbia registrato la scena del delitto. Alcuni media all’indomani del delitto avevano detto che le altre telecamere erano in riparazione, ma il Comune ha assicurato che il circuito di video-sorveglianza funzionava perfettamente.

LO SPAZZANEVE – Il suo passaggio copre proprio il momento clou nelle uniche riprese diffuse, anche se consente di ipotizzare che il killer attendeva la coppia sul ponte, forse sulle scale, e lo mostra mentre sale a bordo di un’auto chiara che sopraggiunge con grande tempismo. Finora nessuna informazione sull’identità del conducente dello spazzaneve e sull’eventuale interrogatorio di questo possibile testimone chiave.

LA PISTOLA E I BOSSOLI – Gli investigatori hanno rinvenuto almeno sei bossoli calibro 9 (anche se solo quattro sono i proiettili che hanno colpito Nemtsov) di diversa produzione sparati da una pistola semiautomatica Makarov, a lungo in dotazione alle forze armate russe. Un’arma molto comune nel Paese che ha firmato vari delitti politici, compreso quello di Anna Politkovskaia.

L’AUTO – Inizialmente la polizia cercava una Ford Focus o Ford Mondeo bianca, poi alcuni media hanno indicato una Lada Vaz-21102 color argento, con targa caucasica (prima dell’Inguscezia, quindi dell’Ossezia del nord).

COINCIDENZE E POSSIBILI MESSAGGI – A parte l’arma e la targa di una possibile pista caucasica, che rievocano il delitto Politkovskaia, ci sono vari ‘segni’ da decifrare secondo gli esperti: la sfida del luogo, ossia in faccia al Cremlino, la scelta di tempo, alla vigilia di una marcia anti-Putin, la presenza della fidanzata, una modella ucraina di 23 anni, che ha lasciato adito a pettegolezzi sulla vita privata di Nemtsov e a speculazioni su una pista legata non solo a vendette per gelosia ma anche al conflitto ucraino.

LA FIDANZATA – Uno degli interrogativi è perché il killer abbia risparmiato la fidanzata, Anna Duritskaya, che potrebbe essere un teste chiave, anche se finora continua a ripetere di non aver visto il sicario perché tutto è accaduto alle sue spalle.

ALTRI TESTIMONI – C’e’ almeno un secondo testimone chiave, ma la polizia mantiene il massimo riserbo. Nell’unico video disponibile si vedono inoltre alcuni automobilisti e passanti che si fermano un attimo e poi si dileguano.

NESSUNA SORVEGLIANZA dell’FSB?: ”E’ quasi escluso che Nemtsov non sia stato oggetto di sorveglianza” da parte dei servizi segreti a due giorni dalla protesta di piazza: a lanciare questo sospetto è infine il blogger anti-Putin, Alexiei Navalni.