Neonato scambiato in culla torna in famiglia dopo 90 giorni. La mamma: “A 18 mesi per la prima volta…”

di Caterina Galloni
Pubblicato il 28 Novembre 2019 7:27 | Ultimo aggiornamento: 28 Novembre 2019 1:13
neonati in culla ansa

Foto Ansa

ROMA – Mercy Casanellas, una mattina aveva accompagnato il figlio di 18 mesi all’asilo. Al momento di salutarlo, il piccolo Moses si era messo a piangere perché non voleva che la mamma lo lasciasse.

Anche Mercy, a quel punto, iniziò a singhiozzare e il personale scolastico l’aveva rassicurata dicendo che per un bambino della sua età era una reazione normale. Ma Mercy aveva spiegato che le sue erano lacrime di gioia: era la prima volta che il bambino aveva mostrato quanto aveva bisogno di lei, che l’abbraccio amorevole era quello della sua vera mamma.

Una crudele e bizzarra storia di scambio di neonati: poche ore dopo la nascita a El Salvador, Moses era stato dato per errore a un’altra mamma mentre a Mercy veniva consegnato un altro bambino. Per tre mesi le donne hanno allattato al seno e nutrito un figlio che non era loro.

Mercy, allora 38enne, e il marito britannico Richard Cushworth, 41 anni, a un certo punto hanno realizzato che il bambino, che avevano chiamato Jacob, non era loro figlio: nel maggio 2015 la notizia dello scambio aveva fatto notizia in tutto il mondo. Si erano rivolti al tribunale così da poter trovare il figlio e dare Jacob alla vera mamma, come ha spiegato Mercy, che vive a Dallas, in Texas.

Il lieto fine c’è stato: la famiglia si è riunita ma Moses non pensava che fosse la sua mamma, quelle dodici settimane di “separazione avevano avuto un impatto enorme sul nostro legame”. “La maggior parte dei bambini piange quando sono separati dalle loro mamme. Ma con Moses non accadeva. Sorrideva sempre. Poi ho capito che ero uguale a tante altre persone”.

E accanto all’angoscia, c’era rabbia. “Sapevo che era il risultato di quello che era successo a Moses il primo giorno di vita. Ho impegnato ogni secondo per stringere il legame”. Mosè in seguito ha avuto problemi di linguaggio e alimentazione e i terapeuti le spiegarono che erano una conseguenza della separazione precoce. Anche quando iniziò a parlare non la chiamava “mamma”. “Si riferiva a me indirettamente. Diceva “la mamma ha le mie scarpe”.

Ma a 18 mesi, c’è stata la svolta nella scuola materna e a tre anni l’ha finalmente chiamata “mamma”. “È stato il più bel regalo che abbia mai ricevuto”, afferma. Mercy tuttavia si pone ancora tante domande: quanto sono cambiati i bambini? Cosa provò Moses in quei mesi di separazione? “Non sapere è incredibilmente doloroso. La cosa più difficile è accettare che non lo saprò mai. Non potrò mai più vivere le prime notti e le prime poppate insieme, vestirlo quando aveva una settimana o un mese”. Mercy e Richard hanno raccontato a Moses l’inizio rocambolesco della sua vita e dicono sempre al figlio:”Ti amiamo, abbiamo lottato per te e siamo felici di riaverti. Non ti perderemo mai più”.

Fonte: Mirror