Notre-Dame. Trump voleva i Canadair: buon senso sbagliato. Vigili del fuoco: la cattedrale sarebbe crollata

di Dini Casali
Pubblicato il 16 aprile 2019 9:23 | Ultimo aggiornamento: 16 aprile 2019 9:23
Notre-Dame. Trump voleva i Canadair: buon senso sbagliato. Vigili del fuoco: la cattedrale sarebbe crollata

Notre-Dame. Trump voleva i Canadair: buon senso sbagliato. Vigili del fuoco: la cattedrale sarebbe crollata

ROMA – “Tutti gli occhi levati verso l’alto della chiesa”, come nella premonizione romanzesca di Victor Hugo, a scrutare con terrore le fiamme che avvolgevano il tetto di Notre Dame: ma da casa, alla televisione, in America come in Italia, tutti gli occhi levati e trepidanti nell’attesa che dalle nuvole spuntasse un salvifico aereo a buttar acqua dall’alto, unico modo per domare il pauroso incendio. 

Perché non solo Donald Trump – come sempre lestissimo e inopportuno col suo tweet “agire rapidamente” –  si è messo a invocare il ricorso ai Canadair stante l’oggettiva difficoltà dei pompieri e dei mezzi dei vigili del fuoco a farsi largo tra i vicoli della Cité: ma dal cielo si è visto planare solo un drone per rubare qualche immagine dall’interno della cattedrale e fornire preziose informazioni ai soccorritori.

I Canadair infatti non sono mai arrivati: quella che Trump (e gran parte degli italiani con lui) considerava una misura di buon senso è in realtà un errore tecnico, il velivolo usato per spegnere i focolai di incendio nei boschi qui avrebbe fatto solo danni. Lo spiegano bene i vigili del fuoco. “L’uso di mezzi aerei come i Canadair o gli elicotteri per il lancio di getti d’acqua su strutture del genere comporterebbe un sovraccarico di peso imprevedibile. Il rischio è che la cattedrale, già gravemente compromessa dall’incendio, possa crollare sotto il peso dell’acqua”, ha dichiarato in presa diretta al Fatto quotidiano l’ingegnere Alessandro Paola, vicario del Direttore centrale per le emergenze dei Vigili del fuoco italiani. 

Vanno considerate infatti massa d’acqua, altezza del lancio e velocità di caduta: in questo caso 5500 metri cubi d’acqua “una volta rilasciata dall’alto e sommata alla sua stessa velocità di caduta, avrebbe un impatto devastante sull’edificio”, aggiunge l’ingegnere. I pompieri parigini (uno di loro è rimasto seriamente ferito) hanno fatto bene così, si sono dimostrati all’altezza del compito, con pazienza e coraggio sono riusciti a circoscrivere l’incendio cercando di preservare la struttura, l’involucro, a partire dalla messa in sicurezza dei piloni. Notre-Dame, benché gravemente ferita, è viva. (fonte Il Fatto Quotidiano)