Olanda, a 14 anni uccide coetanea “via Facebook”: condannato a un anno

Pubblicato il 3 settembre 2012 18:22 | Ultimo aggiornamento: 3 settembre 2012 20:14

La vittima Joyce Winsie Hau

BRUXELLES – Un quindicenne olandese è stato condannato a un anno di detenzione per avere pugnalato a morte una ragazza dopo essere stato assoldato via Facebook per commetterne l’omicidio. Il caso, conosciuto come ‘Facebook murder’, ha causato in Olanda un dibattito molto diffuso sul ruolo dei social network nei crimini violenti. L’omicidio, avvenuto in gennaio ad Arnhem, città sul basso Reno, ha sconvolto soprattutto la comunità cinese olandese, alla quale appartengono tutti i giovani protagonisti.

La corte ha rilevato che il ragazzo imputato non conosceva la vittima e che l’omicidio è avvenuto ”su richiesta ed istruzioni di altri”. Pertanto gli ha concesso tutte le attenuanti, oltre a quella della giovane età. La ragazza uccisa, Joyce Winsie Hau, 15 anni, ha litigato per settimane con i suoi migliori amici di Facebook, l’amica Polly, 16 anni, e il suo fidanzato, 17. Secondo i media olandesi, la causa del litigio è stata l’accusa di una scappatella sessuale rivolta da Winsie a Polly, che avrebbe fatto infuriare la giovane coppia.

Polly e il suo boyfriend avrebbero deciso di punire l’insulto pianificando per settimane via Facebook l’omicidio dell’amica. Attraverso il social network, i due hanno assoldato un coetaneo, Jinhua, all’epoca quattordicenne, chiedendogli di uccidere Winsie in cambio di una somma di denaro (alcuni media indicano 100 euro, altri 1.000) e la promessa di pagargli da bere. Secondo il ministro della Giustizia olandese, la pianificazione sarebbe andata avanti per settimane via Facebook e via telefono: la coppia avrebbe dato a Jinhua l’indirizzo di Winsie riferendogli quando l’avrebbe trovata sola in casa e lo avrebbe ripetutamente minacciato di morte se non avesse commesso il delitto.

In una lettera al giudice, il padre di Winsie ha scritto: ”Mi chiedo ogni giorno come queste persone possono averla uccisa solo per un litigio. Noto che i ragazzi stanno diventando sempre più violenti. Non sono rispettosi. Loro non pensano agli altri”. Dopo avere sentito la lettura della sentenza, l’uomo ha dichiarato di non essere felice per la condanna ad un anno, ma ha aggiunto: ”ciò è quanto la legge stabilisce. Noi siamo senza potere così come lo sono le autorità”.

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