Olanda, Wilders a processo: “Libertà di razzismo”

Pubblicato il 4 Ottobre 2010 20:09 | Ultimo aggiornamento: 4 Ottobre 2010 20:22

Vuole cacciare gli immigrati dall’Olanda e per farlo è riuscito a ricattare il nuovo governo, vuole avere la libertà di professare il suo razzismo e per farlo sfida i giudici che potrebbero impedirglielo: Geert Wilders, il fenomeno politico che ha abbattuto tutte le certezze degli olandesi portando l’estrema destra xenofoba al potere, ha trasformato la prima udienza del processo a suo carico per incitamento all’odio razziale e discriminazione in una crociata per la libertà di espressione, forte del peso politico che ormai nemmeno una condanna penale potrebbe indebolire.

”Sono accusato per aver espresso la mia opinione in un contesto pubblico e come rappresentante del popolo, qualcosa che, vi assicuro, continuerò a fare”, ha detto Wilders nei due minuti che i giudici gli hanno concesso ad apertura di udienza. Dopo i suoi proclami sulla libertà di espressione (”La giustizia olandese sta processando la libertà di parola di 1,5 milioni di persone”, ovvero i suoi elettori, ha dichiarato), il leader del partito delle liberta’ (Pvv) si è avvalso della facoltà di non rispondere. E ha passato in silenzio le due ore successive, ignorando i giudici che gli chiedevano di confermare i contenuti delle frasi che gli sono costate un processo.

”Lei sembra molto bravo ad esprimere opinioni ma poi evita la discussione”, gli ha detto il presidente del collegio giudicante Jan Moors, scatenando la reazione di Wilders. ”Parole scandalose e fuori luogo. Se Moors resta, non solo questo è un processo politico ma è anche iniquo e con giudici di parte”, ha replicato, chiedendo la ricusazione del collegio giudicante.

L’udienza è quindi stata sospesa per consentire ad una camera indipendente di valutare la richiesta, entro le 14 di domani. Oltre a paragonare l’Islam al nazismo, a chiedere lo stop dell’islamizzazione dell’Olanda e l’interdizione del Corano, Wilders è sul banco degli imputati anche per ‘Fitna’, il film del 2008 in cui associava l’Islam al terrorismo e che gli è costato le minacce che lo hanno costretto a vivere sotto costante scorta.

All’epoca della distribuzione (online) di Fitna, il governo dei cristiano-democratici prese le distanze da Wilders, e con lui tutta l’Unione europea. Ma oggi il quadro è completamente cambiato: i cristiano-democratici sono diventati una minoranza e hanno meno seggi di Wilders, il cui partito e’ invece diventato il terzo del Paese.