Accoltella a morte l’amico e manda sms al suo capo: “Faccio tardi, ho ucciso una persona e devo sistemare”

di redazione Blitz
Pubblicato il 16 giugno 2018 5:13 | Ultimo aggiornamento: 16 giugno 2018 11:10
Accoltella a morte l'amico e manda sms al suo capo: "Ho ucciso una persona e devo sistemare"

Accoltella a morte l’amico e manda sms al suo capo: “Ho ucciso una persona e devo sistemare”

LIVERPOOL – Ian Robertson, 33enne “mostro sadico”, accoltellò a morte il “vecchio amico” Robert Sempey, 38 anni, e poi mandò un messaggio al capo scrivendo che non poteva andare al lavoro perché aveva “ucciso una persona e devo sistemare la cosa”. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play]  Poi gli ha chiesto anche di aiutarlo a occultare il cadavere.

Dopo un’uscita al pub con Sempey, Robertson l’aveva accoltellato 12 volte alla gola, alla testa, all’addome e girato un video mentre torturava la vittima e urlava: “Com’è possibile che tu sia ancora vivo?” e “vuoi dire ai tuoi figli che li ami?” mentre Sempey era morente e il figlio dell’omicida di nove anni aspettava al piano di sopra.

In tribunale è emerso che il ragazzino aveva assistito all’aggressione ma gli era stato detto di andare a letto; il capo di Robertson, Anthony Millward, gli aveva chiesto perché due giorni dopo non si era presentato al lavoro ed era rimasto scioccato dalla risposta, scrive il Daily Mail.

Nei messaggi WhatsApp letti ad alta voce durante l’udienza,  Millward ha dichiarato: “Tutto OK? Alex ha detto che non eri al lavoro  a causa di un’emergenza familiare?”. Robertson aveva risposto: “La verità è che ieri sera ho ucciso una persona in casa mia e ora devo sistemare la questione”.

L’imputato e la compagna Kirsty Jervis, 31 anni, avevano spostato il cadavere di Sempey nel giardino della casa a Haydock, nel Merseyside, e poi coperto con due porte. Successivamente aveva chiesto aiuto al suo capo per occultare il corpo. A quel punto Millward ha chiamato la polizia e Robertson è stato arrestato.

Non è stato stabilito il motivo che ha scatenato la furia omicida ma il Crown Court di Liverpool l’ha condannato a scontare 21 anni di carcere prima di poter chiedere la libertà condizionale; la compagna Jervis passerà due anni e otto mesi dietro le sbarre.