Rintraccia il padre che l’aveva abbandonata e scopre che aveva tentato di ucciderla quando aveva 2 anni

di Caterina Galloni
Pubblicato il 17 Ottobre 2020 7:30 | Ultimo aggiornamento: 12 Ottobre 2020 16:59
Rintraccia il padre che l'aveva abbandonata e scopre che aveva tentato di ucciderla quando aveva 2 anni

Rintraccia il padre che l’aveva abbandonata e scopre che aveva tentato di ucciderla quando aveva 2 anni (Archivio Ansa)

Una giovane inglese, Chloe Wilkinson, ha scoperto che il padre che l’aveva abbandonata aveva tentato di ucciderla quando lei aveva solo due anni

A 12 anni rintraccia il padre naturale e scopre che era stato in carcere perché aveva tentato di ucciderla quando aveva due anni.

La dolorosa storia di Chloe Wilkinson è raccontata dal Mirror. Adottata da bambina, a 12 anni attraverso una ricerca su Internet con il computer scolastico aveva letto un documento del tribunale.

C’era scritto che il padre aveva somministrato alla bambina una dose letale di antidolorifici per adulti e l’aveva schiaffeggiata in modo molto forte.

Devastata, voleva credere alle parole della difesa, ovvero che lei avesse ingerito accidentalmente le 16 compresse pensando che fossero caramelle.

A 14 anni, Chloe ha rintracciato il padre e chiesto un faccia a faccia.

Ma la cosa non è andata avanti e Chloe, che ora ha 19 anni ed è mamma, due anni dopo aveva scoperto la verità. Una fotografia era stata la prova schiacciante.  

Chloe racconta che è stata sempre curiosa del suo passato, non aveva un buon rapporto con la famiglia adottiva e aveva costruito un’immagine stupenda dei veri genitori.

“Quando ho chiesto informazioni a mia madre adottiva, tutto ciò che ha detto è che mia madre naturale mi aveva avuto a 16 anni e mio padre era una brutta persona. Ero convinta che stesse mentendo e avevo deciso di indagare utilizzando il computer della biblioteca scolastica”.

Il documento della Maidstone Crown Court affermava che il padre Gary MacManus, allora 21enne, aveva la custodia di Chloe dopo essersi separato dalla madre e l’aggressione era avvenuta nel novembre 2003.

All’epoca fu la nuova compagna a portare la bambina in ospedale.  

Sulla confezione del farmaco la polizia aveva trovato solo impronte digitali di adulti.

Il padre era stato condannato a cinque anni di carcere per aggressione che aveva causato lesioni fisiche e aver somministrato un farmaco che aveva messo a repentaglio la vita della bambina.

“Quando l’ho letto, sono rimasta scioccata”, dice Chloe. “La realtà era ben lontana da quello che avevo immaginato”.

Ma non riusciva a credere che il padre avesse tentato di ucciderla.

Il rapporto con la famiglia adottiva

Il rapporto con la famiglia adottiva si è poi interrotto e la giovane è stata di nuovo presa in custodia dai servizi sociali, ma voleva sapere la verità. Ha rintracciato la madre naturale su Facebook e si sono incontrate.

L’incontro è iniziato con abbracci e lacrime, ma Chloe, di Bexhill-on-Sea, East Sussex, si è arrabbiata quando la madre le ha detto che aveva dato la custodia al padre nonostante sapesse che aveva un carattere instabile.

Nel 2015, con l’aiuto dei servizi sociali, Chloe si è accordata per incontrare MacManus in un ristorante e avere un confronto sulla notte in cui ha rischiato la vita.

MacManus aveva scontato metà della condanna, si era sposato e avuto un altro figlio.  

L’incontro con il padre

Chloe racconta: “Era seduto a un tavolo. Non avevo paura perché con me c’era una persona e inoltre non avevo intenzione di avere un legame con lui. Mentre parlavamo sembrava normale e gentile, non il tipo di persona che potrebbe maltrattare un bambino. Quando gli ho chiesto cosa fosse successo, ha negato di avermi dato le compresse e mi ha incolpato. Non ha mostrato un briciolo di rimorso. Dopo due ore, mi sono sentito più confusa che mai e arrabbiata per il fatto che la sua vita fosse andata avanti mentre io ero ancora nel limbo”.

In seguito Chloe aveva mandato al padre un ultimo messaggio chiedendo la verità. MacManus le aveva risposto di credere a quel che voleva.

A dicembre 2017 dalla madre adottiva ha finalmente avuto le prove dell’aggressione.

“All’epoca avevo 16 anni e lei disse che potevo chiedere un risarcimento come vittima di un crimine. Mi aveva dato i documenti legali. Ho pianto. C’era una foto del mio viso minuscolo e pesto. La prova di cui avevo bisogno. Mi ha fatto stare male”.

Tre anni dopo, Chloe è sposata con il costruttore Matt, 31 anni. Hanno due figli.

“Desideravo una famiglia amorevole. Adesso ne ho una. Guardo mio marito con i nostri figli e vedo come dovrebbe essere un vero papà.

“Non saprò mai la verità da mio padre. Ne ha avuto la possibilità. Non ho bisogno di sue notizie”. (Fonte: Mirror)