“Papà mi violenta”. Figlia ribelle si inventa tutto per andare in discoteca

di redazione Blitz
Pubblicato il 15 novembre 2014 6:28 | Ultimo aggiornamento: 15 novembre 2014 1:51

 

"Papà mi violenta", ma non è vero. Si era inventata tutto per essere più libera

“Papà mi violenta”, ma non è vero. Si era inventata tutto per essere più libera

TREVISO – Lo ha denunciato con la più infamante delle accuse: “Papà mi violentò quando avevo 9 anni”. Ma non era vero nulla, solo la bugia di un’adolescente ribelle in cerca di indipendenza. E’ stata lei ad ammettere di essersi inventata tutto davanti al giudice nel corso dell’incidente probatorio.

Così è finito l’incubo di un padre, un’operaio di Treviso di 40 anni, accusato di essere l’orco che aveva rubato l’infanzia alla sua stessa bambina. La sua unica “colpa”, forse, è stata quella di essere stato un genitore un po’ troppo autoritario. E lei, pur di sfuggire al suo controllo e andare a vivere da sola, non ha esitato a denunciarlo.

Voleva poter uscire con gli amici tutte le volte che desiderava, andare in discoteca e fare tardi: 

“Lo stupro è una bugia – ha confessato al giudice – La famiglia era diventata una prigione dalla quale volevo uscire per andare in discoteca, stare con gli amici e divertirmi. E così mi sono inventata la violenza”.