Parigi, caccia all’artificiere delle cinture dei kamikaze

di Redazione Blitz
Pubblicato il 16 Novembre 2015 12:22 | Ultimo aggiornamento: 16 Novembre 2015 13:39
Parigi, caccia all'artificiere delle cinture kamikaze

Parigi, caccia all’artificiere delle cinture kamikaze

PARIGI – Caccia all’artificiere. Esperti ed ex-membri dell’intelligence transalpina ne sono convinti: tra i membri della cellula che ha insanguinato Parigi c’è anche un uomo chiave, l’artificiere a piede libero che ha confezionato le cinture esplosive dei kamikaze. “E senza dubbio già lontano. Ma a un certo punto dev’essere obbligatoriamente passato per la Francia“, dice Mathieu Guidère, islamologo e specialista dei movimenti radicali.

Sabato sera, il procuratore della Repubblica di Parigi, François Molins, rivelava che le cinture esplosive usate dai kamikaze erano composte di TATP (perossido di acetone). E soprattutto tutte indentiche. “Chi dice cintura esplosiva dice artificiere: fabbricare un sistema esplosivo affidabile non è cosa da tutti”, spiega uno 007 francese. Secondo tre specialisti la cosa più probabile è che il tecnico non abbia partecipato direttamente agli assalti di venerdì sera ma sia rimasto nelle retrovie, magari fuggendo prima. Si cerca dunque un chimico o un esperto di esplosivi, sottolinea Andrea Purgatori di Huffington Post.

Per produrre il perossido di acetone (Tatp), di cui erano imbottiti i giubbetti o le cinture dei terroristi, il chimico della Jihad ha dovuto creare una miscela di acqua ossigenata e acetone con una minima dose di acido solforico o cloridrico che serve da catalizzatore. Ma per fare questa operazione, che sulla carta sembra così semplice, occorrono un laboratorio e mani espertissime perché il composto che ne deriva (secco, in cristalli o umido) è cento volte più instabile e pericoloso della nitroglicerina. Tanto che nemmeno i militari lo utilizzano se non in casi rarissimi e come esplosivo primario, per la fabbricazione di detonatori. (Andrea Purgatori, Huffington Post).

“E’ una pedina troppo preziosa, non partecipa mai agli attentati”, spiega Alain Chouet, ex-capo dell’intelligence transalpina (Dgse). “Quindi è qui, da qualche parte…”, aggiunge. Parole a cui fa eco anche un suo ex-collega, Pierre Martinet. “La figura dell’artificiere – dice – non è carne da cannone. E’ lì per fabbricare altre cinture e permettere ad altri terroristi di passare nuovamente all’azione” per causare altri morti.

Ricerche a tappeto e perquisizioni sono attualmente in corso in tutta la Francia e a Molenbeek, nella banlieue di Bruxelles. “Possono tornare a colpire “, ha avvertito il premier Manuel Valls.