Parigi, commando morte: 3 francesi, 3 fratelli, uno in fuga

di Redazione Blitz
Pubblicato il 15 Novembre 2015 17:31 | Ultimo aggiornamento: 15 Novembre 2015 20:37
Parigi, commando morte: 3 francesi, 3 fratelli, uno in fuga

Parigi, commando morte: 3 francesi, 3 fratelli, uno in fuga

PARIGI – Tre francesi. Tre fratelli. Uno in fuga. Comincia a delinearsi il commando della morte, quello che venerdì sera ha massacrato e fatto strage a Parigi. In tutto otto componenti. E ora è caccia in tutta Europa a Abdeslam Salah, belga. La Afp parla, riportando fonti di sicurezza, di tre fratelli, uno dei quali potrebbe essere latitante. Un team investigativo franco-belga è stato istituito per indagare sui legami tra Bruxelles e Parigi.

Uno dei terroristi è Omar Ismail Mostefai, francese, 29 anni, nato in una periferia di Parigi e forse addestrato in Siria nel 2014. Otto condanne per reati minori, mai un giorno di carcere. Su un altro dei kamikaze è stato trovato un passaporto da rifugiato, molto probabilmente falso. Su quel documento c’è l’identità di Ahmad Almohammad, 25 anni, rifugiato siriano arrivato in Francia dalla Grecia, a bordo di uno dei tanti barconi di disperati. Ma “Il documento non contiene i numeri corretti per un passaporto legittimo e la foto non coincide con il nome”, afferma un agente dei servizi francesi alla Cbs.

Omar Ismail Mostefai aveva compiuto crimini comuni prima di convertirsi all’islam radicale. La polizia lo ha identificato grazie all’impronta digitale di un dito indice, unica parte del corpo rimasta intatta visto che si è fatto saltare in aria con un giubbotto carico di esplosivo al Bataclan. Nato il 21 novembre 1985 nel povero sobborgo parigino di Courcouronnes, Mostefai è stato condannato per 8 reati non gravi ma non ha mai passato un giorno in cella. Forse è stato in Siria nel 2014. Gli inquirenti stanno cercano di trovare conferme che Mostefaï sia stato in Siria nel 2014. Arrestati in tutto sette membri della sua famiglia per essere interrogati: “E’ follia, è un delirio, ieri ero a Parigi e ho visto che cosa terribile è successa”, avrebbe detto poco prima dell’arresto il fratello di Mostefai, 34 anni.

Con il passare delle ore dopo gli attentati, iniziano a delinearsi anche gli identikit dei kamikaze che hanno terrorizzato la Francia venerdì sera: tra loro ci sono un 29enne francese di origini algerine e due francesi residenti in Belgio. I terroristi che hanno compiuto gli attacchi a Parigi hanno operato in modo coordinato divisi in tre gruppi, ha spiegato il procuratore di Parigi, Francois Molins. Le auto utilizzate negli attacchi sono state due: una Seat nera e una Polo nera, quest’ultima utilizzata dai terroristi per arrivare al Bataclan.

Ed è proprio intorno alla seconda automobile, una Polo che ruota l’indagine aperta in Belgio, dove sono state arrestate già sette persone, di cui almeno tre a Molenbeek, quartiere poverissimo di Bruxelles e ad alta densità di immigrati. E due attentatori provenivano proprio dal Belgio, abitavano rispettivamente a Bruxelles e Molenbeek-Saint-Jean, ma la loro identità non è stata resa nota per motivi di sicurezza.

E’ stata ritrovata invece domenica mattina a Montreuil, a Seine-Saint-Denis, la seconda auto abbandonata dai terroristi, una Seat Leon nera: all’interno sono state trovati tre kalashnikov, cinque caricatori pieni e 11 vuoti, e impronte digitali. Il ritrovamento della seconda auto “rafforza l’ipotesi” che uno o più membri del gruppo di fuoco si siano dati alla fuga dopo la strage. La Seat nera, a differenza della Polo nera usata dai 3 terroristi che hanno massacrato 89 persone al Bataclan per poi farsi saltare in aria, sarebbe stata usata da un terzo gruppo di fuoco. Questi, armati di kalashnikov, hanno aperto il fuoco alle 21,30 contro il café Bonne Biere a Rue Fontaine e solo pochi minuti dopo a Rue de Charonne contro il Belle Equipe, per poi darsi alla fuga lasciandosi alle spalle 39 morti.