Parigi, a processo sorella principe saudita per aver fatto picchiare un idraulico

di Caterina Galloni
Pubblicato il 14 Luglio 2019 6:00 | Ultimo aggiornamento: 12 Luglio 2019 23:02
Hassa Bint Salman a processo

Hassa Bint Salman, la sorella del principe saudita a processo

ROMA – A Parigi si è aperto il processo in contumacia nei confronti di Hassa bint Salman, sorella del principe ereditario saudita Mohammed bin Salman, accusata di aver ordinato alla sua guardia del corpo, Rani Sauidi, di minacciare, colpire e umiliare Ashraf Eid, un idraulico chiamato per la ristrutturazione di un bagno. 

La vicenda risale a settembre 2016: la principessa, figlia di re Salman, dopo aver visto Ashraf Eid scattare con il cellulare una foto della lussuosa abitazione di Avenue Foch, avrebbe ordinato alla guardia del corpo di picchiare l’operaio. La principessa, che nega le accuse e non era presente in tribunale, sospettava  che Eid progettasse di vendere la foto ai media.

Eid, che non era presente in tribunale, ha detto di essere stato legato,la guardia del corpo gli avrebbe ordinato di baciare i piedi della principessa, in seguito era stato picchiato e avevano sequestrato gli attrezzi di lavoro: un calvario, secondo il racconto dell’operaio, durato parecchie ore. 

Alla rivista francese Le Point, Eid ha riferito che la principessa aveva gridato: “Uccidilo, il cane non merita di vivere”. La guardia del corpo Saidi, che accompagna la principessa nei suoi viaggi in Europa e negli Stati Uniti, era l’unico dei tre principali protagonisti a essere presente alla prima udienza. 

“Quando ho sentito la principessa chiedere aiuto, sono accorso e ho visto che entrambi stringevano il telefono”, ha testimoniato in tribunale. 

Ha afferrato e bloccato l’operaio perché “non sapevo le sue intenzioni. In 12 anni di lavoro ho assistito a storie di questo tipo. Gli arabi vogliono le foto e la principessa per loro è un personaggio importante”. Per l’accusa, Hassa bint Salman è complice della violenza volontaria nei confronti dell’operaio, abuso di potere e sequestro di persona. Nel 2017 è scattato il mandato di arresto internazionale emesso in Francia. 

Saidi è accusato di violenza armata, furto, minacce di morte e sequestro di persona, il pubblico ministero ha chiesto la condanna a otto mesi di carcere e il pagamento di una multa di 5.000 euro. 

Fonte: Daily Mail