Parigi, ristorante mette in prima fila i clienti belli e nasconde quelli brutti

di Redazione Blitz
Pubblicato il 6 Novembre 2013 18:53 | Ultimo aggiornamento: 6 Novembre 2013 18:54
L'interno del ristorante Georges

L’interno del ristorante Georges

PARIGI – I clienti di bell’aspetto nei tavolini all’aperto, in prima fila. Quelli non altrettanto fortunati esteticamente, nascosti. A Parigi non è passata inosservata l’indiscrezione del giornale satirico Le Canard Enchainé secondo cui Costes, il gruppo francese proprietario di ristoranti di lusso, avrebbe impartito regole severissime rispetto alla sistemazione dei suoi clienti. Parigi ci aveva già abituato agli spietati ‘physio’, i fisionomisti che hanno il potere di rovinarti una serata, decidendo se farti entrare o meno in discoteca a seconda del tuo aspetto fisico.

Ma che ci fosse una simile selezione anche per l’assegnazione dei posti al ristorante, questo era difficilmente immaginabile. Eppure, secondo quanto testimoniato al Canard da due ex dipendenti di Georges – ristorante superchic all’ultimo piano del Centre Pompidou, con vista mozzafiato su Parigi – la direzione avrebbe indicato ai manager di dividere i clienti in due categorie: i ‘belli’, che vanno piazzati nei tavoli più in vista, e i ‘non belli’ – ovvero i ‘brutti’ – che vanno spediti nelle retrovie, in posti più defilati, in modo che li si veda il meno possibile.

Una distinzione fondamentale, che le cameriere – anch’esse selezionate con criteri rigidissimi, con fisici da top model, mai oltre la trentina, e un’altezza minima di 1 metro e 70 – devono essere in grado captare al primo sguardo, scrive il Canard. Spesso, prosegue il giornale – noto per i suoi scoop – è lo stesso proprietario del gruppo, Gilbert Costes, a sbarcare personalmente nei ristoranti per insegnare l’ ‘arte’ di gestire la clientela. “Ci impartisce i principi della casa, di cui va molto fiero, visto che è stato lui ad inventarli: ‘ci sono le persone belle, che vanno messe qui. Ci sono le persone non belle, che vanno messe là…’ Non è per niente complicato!”, racconta una delle due ex cameriere, citate dal Canard.

Beninteso, questa distinzione non vale per vip e celebrità, che – belli o brutti che siano – vanno sempre sistemati “in prima fila”. In questo contesto, le prenotazioni al telefono diventano un vero rompicapo per i manager dei ristoranti Costes, visto che in questo caso non è possibile distinguere la chiamata di un ‘bello’ da quella di un ‘non bello’. Così, a chi telefona per chiedere un buon tavolo, la risposta standard che viene data è la seguente: “Faremo il possibile, ma non possiamo garantire nulla…”.

Starà poi al cameriere, una volta che l’ignaro commensale sarà arrivato in loco, valutare se merita o meno di sedersi al tavolo dei sogni. Contattate dall’Ansa, fonti del gruppo Costes – che oltre a Georges è proprietario di ristoranti di lusso come il Cafe’ Marly o il Matignon, ma anche del Cafe’ Ruc o dell’Hotel Amour – smentiscono la notizia. “Non c’è nessuna regola di questo genere. Sarebbe orribile, non siamo nel 1939”, affermano fonti del gruppo Costes, alludendo alle politiche dell’eugenetica nazista durante la Seconda Guerra Mondiale. Per la direzione di Costes, si tratta certamente di una “vendetta di due ex dipendenti, cariche di odio e di rabbia nei nostri confronti”.