Pedofilia, stampa Olanda: “La Chiesa ha pagato per il silenzio di una vittima”

Pubblicato il 27 Novembre 2010 18:15 | Ultimo aggiornamento: 27 Novembre 2010 18:15

Una vittima di abusi sessuali subiti da ragazzo da parte di alcuni preti – uno dei quali divento’ poi vescovo di Den Bosch, in Olanda – nel 2003 avrebbe ricevuto dalla Chiesta, e piu’ precisamente dai Padri salesiani di Don Bosco, 16mila euro per tacere su quanto accaduto. E’ quanto denunciato in Olanda da Radio Netherlands e dal giornale NRC Handeslsblad.

Secondo le informazioni raccolte e pubblicate dai due media, l’alto prelato coinvolto nella vicenda e’ Jan ter Schure, vescovo di Den Bosch dal 1985 al 1998, deceduto nel 2003. L’attuale vescovo di Rotterdam e capo della conferenza episcopale olandese, Adrianus Van Luyn, e’ accusato di essere stato a conoscenza dei fatti dal 2008, ma di aver taciuto sulla vicenda. Gli abusi contro il giovane studente avvennero nel collegio-monastero di Don Rua, a Ugchelen (Olanda), tra il 1948 e il 1953 e all’epoca dei fatti ter Schure era un giovane prete.

Dopo che la vicenda e’ stata portata alla luce dai media olandesi, l’avvocato dei padri salesiani in Olanda, Cornelis Oosterwijk, e’ intervenuto affermando che la vittima degli abusi, oggi 76enne, ha rotto il patto che lo vincolava al silenzio solo per ottenere piu’ soldi e senza produrre prove. Dal canto suo la conferenza episcopale olandese ha negato che Van Luy abbia ignorato la richiesta della vittima di rendere pubblico il caso. Nel 2008 il vescovo di Rotterdam avrebbe risposto alle richieste della vittima degli abusi precisando di non avere competenza amministrativa sui padri salesiani.

Nel corso di quest’anno, sono stati 900 i casi di abusi sessuali segnalati da altrettante vittime alla Chiesa olandese. La quale, lo scorso maggio, ha dato mandato a una commissione d’inchiesta indipendente, guidata dall’ex sindaco di Rotterdam e ministro dell’educazione Wim Deetman, di verificare la fondatezza delle denunce.

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