Pizzeria “Falcone e Borsellino” con foto del Padrino. Sentenza in Germania: “Nome giudici non va tutelato”

di redazione Blitz
Pubblicato il 4 Dicembre 2020 13:31 | Ultimo aggiornamento: 4 Dicembre 2020 13:31
Pizzeria "Falcone e Borsellino" con foto del Padrino. Sentenza in Germania: "Nome giudici non va tutelato"

Pizzeria “Falcone e Borsellino” con foto del Padrino. Sentenza in Germania: “Nome giudici non va tutelato” (Foto Ansa)

Sentenza choc in Germania dove un tribunale ha stabilito che i nomi di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino non meritano tutela. Accade a Francoforte sul Meno dove Constantin Ulbrich ha scelto di chiamare la sua pizzeria con i nomi dei due magistrati antimafia.

Non solo, alla pizzeria “Falcone e Borsellino” accanto alla celebre foto di Tony Gentile che ritrae insieme i due giudici vittime di mafia c’è anche la foto di don Vito Corleone, interpretato da Marlon Brando nel celebre film Il Padrino.

Una violazione della memoria dei due magistrati, che è stata denunciata dalla sorella del giudice Falcone, la professoressa Maria Falcone. Ma il ricorso è stato respinto dal tribunale tedesco perché, questa la motivazione, “il giudice ha operato principalmente in Italia e in Germania è noto solo a una cerchia ristretta di addetti ai lavori e non alla gente comune che frequenta la pizzeria“.

Sui muri del locale, oltre alle foto dei magistrati e a quelle del Padrino, ci sono anche una serie di buchi a simboleggiare fori di proiettile. Bene e male insieme tra piatti di pasta, pizze e birra.

Nel ricorso la professoressa Maria Falcone ha richiesto al Tribunale tedesco di inibire al proprietario del locale l’uso del nome Falcone nell’intestazione della pizzeria.

Pizzeria “Falcone e Borsellino”, la sentenza

Ieri è arrivato il verdetto: ricorso respinto perché, scrive il tribunale, sono passati quasi 30 anni dalla morte di Falcone e il tema della lotta alla mafia non è più così sentito tra i cittadini.

Inoltre – prosegue la sentenza – il giudice ha operato principalmente in Italia e in Germania è noto solo a una cerchia ristretta di addetti ai lavori e non alla gente comune che frequenta la pizzeria.

A nulla sono valsi i documenti prodotti dalla Fondazione Falcone e dalla sorella del magistrato assassinato a riprova della fama internazionale e in particolare della notorietà in Germania del magistrato palermitano.

“E’ una sentenza che ci addolora molto – dice Maria Falcone – Proprio nel momento in cui il valore del lavoro e dell’eredità umana e professionale di Giovanni Falcone viene riconosciuto a livello mondiale, un magistrato di un paese che soffre sulla sua carne il pesante ingombro della presenza delle mafie scrive un verdetto simile”.

“Meno di due mesi fa – spiega la professoressa – e cito solo l’ultimo di una lunga serie di episodi in tal senso, al termine della Conferenza delle Parti sulla Convenzione Onu contro la criminalità transnazionale riunita a Vienna, è stata approvata all’unanimità da 190 Paesi una risoluzione che riconosce il contributo dato da Falcone alla lotta al crimine organizzato internazionale”.

“Numerosi, inoltre, sono stati i riconoscimenti che alla figura di mio fratello sono stati tributati da istituzioni ed enti di un Paese come la Germania che, nel tempo, ha mostrato grande sensibilità ai temi della mafia e della legalità”.

“Faremo ricorso in appello – conclude Maria Falcone – contro un provvedimento che riteniamo ingiusto anche alla luce del valore che assume in una città con una fortissima presenza di italiani che ben conoscono il significato della lotta alla mafia e il sacrificio di chi per la giustizia ha perso la vita”. (Fonte: Ansa).