Poliziotte tedesche influencer a fine turno, avviata una indagine

di Redazione Blitz
Pubblicato il 6 Settembre 2019 14:11 | Ultimo aggiornamento: 6 Settembre 2019 14:13
Poliziotte tedesche diventano influencer, avviata una indagine

Adrienne Koleszar, una delle poliziotte influencer più famose

BERLINO – Molte poliziotte tedesche, svestite le divise, si dilettano a fare le influencer sul web. Ma la cosa è diventata ben presto un problema serio. Il commissario capo della polizia di Berlino, Barbara Slowik, ha infatti avviato un’inchiesta interna per capire se il mestiere di poliziotto è compatibile con quello di influencer. Non è solo un problema di decoro e rispetto dell’uniforme e delle istituzioni, ma anche di sicurezza: a furia di postare foto e commenti, le agenti possono essere involontariamente rese disponibili in rete, anche ai malintenzionati, informazioni su vita privata, abitudini, domicili o turni operativi.

Alcune tra queste agenti-influencer sono diventate vere star di internet, con seguiti di 30.000 followers. Adrienne Koleszar, nel 2018 ha ottenuto sei mesi di licenza dal servizio per girare il mondo come influencer. Mehtap Oger, che è in servizio nella polizia di Berlino, affianca le sue foto in uniforme a quelle da pin-up con l’ hashtag #shecandoboth, (lei può fare entrambe le cose).

“Che siano in servizio o meno gli ufficiali della polizia devono adempiere a doveri ufficiali… Hanno compiti speciali nella loro professione di dipendenti pubblici”, afferma Jorg Radek, vicepresidente dell’Unione della polizia, spiegando che gli agenti che sono attivi online possono mostrare i loro ruoli di “portatori uniformi” rimanendo però all’interno dei “confini del buon gusto”. Poi Radek ha twittato un avvertimento della polizia sui pericoli dei selfie in generale, mostrando probabilmente il proprio scetticismo nei confronti dei social network indipendentemente dal lavoro di agente di polizia.

Nel mentre, la polizia federale tedesca ha pubblicato delle linee guida sui social network per gli ufficiali, informando sia sulle possibilità di reclutare giovani talenti e sui pericoli inerenti all’esposizione del loro ruolo di agenti delle forze dell’ordine. (fonte IL GIORNALE)