In Polonia da oggi per i pedofili scatta la castrazione chimica

Pubblicato il 8 giugno 2010 13:40 | Ultimo aggiornamento: 8 giugno 2010 13:40

La Polonia decide per la castrazione chimica. Questa la punizione per i pedofili e gli autori di incesto secondo la legge approvata dal parlamento polacco nel settembre scorso, entrata in vigore martedì 8 giugno. Una persona condannata per violenza sessuale su minori di 15 anni o su membri prossimi della famiglia, una volta scontata la pena detentiva, ”potrà essere sottoposto – su decisione del tribunale – ad una terapia farmacologica e psicoterapica obbligatoria, mirata a diminuire le pulsioni sessuali”. Prima di indicare la terapia, il tribunale dovrà comunque sentire l’opinione di psichiatri, psicologi e sessuologi.

Una decisione, questa, che riaprirà il dibattito sulle pene applicabili ai condannati.  Le nuove disposizioni legali sono volute lo scorso anno dal premier Donald Tusk, sull’onda del caso di un uomo di 45 anni che aveva sequestrato e violentato per sei anni la figlia, oggi 21enne. Sino a lunedì scorso, le pene previste per stupro di minore o di un membro della famiglia andavano dai 2 ai 12 anni di prigione, ora passano da 3 a 15 anni.

Sino a tre anni per le persone che cercano di adescare minori via internet. Prima di disporre il trattamento chimico per uno specifico caso, il tribunale dovrà ascoltare l’opinione di psichiatri, sessuologi e psicologi, che dovranno indicare la terapia più adatta.