Gb, presunto pedofilo “cacciato” dalla tomba di famiglia: la salma è stata rimossa

di Redazione Blitz
Pubblicato il 8 gennaio 2019 6:00 | Ultimo aggiornamento: 7 gennaio 2019 20:57

Gb, presunto pedofilo “cacciato” dalla tomba di famiglia: la salma è stata rimossa (Foto Ansa)

LONDRA – A Lichfield, Staffordshire, la salma di un presunto pedofilo dovrà essere rimossa dalla tomba di famiglia, in cui si trovano anche la moglie e i suoceri, poiché in futuro i parenti non vogliono essere sepolti accanto all’uomo: è quanto ha stabilito un giudice del tribunale ecclesiastico della Chiesa d’Inghilterra che ha la facoltà di approvare una richiesta di riesumazione da un luogo consacrato.

Le richieste di riesumazione sono sempre rifiutate dal tribunale ecclesiastico sulla base della filosofia ecclesiastica: l’ultimo luogo di riposo non deve cambiare a meno che non ci siano circostanze eccezionali. E nel caso in questione, il giudice ha ritenuto che fossero davvero eccezionali. Per ragioni legali non sono stati resi noti i nomi delle persone coinvolte né il posto preciso della tomba, si sa soltanto che è nella diocesi di Lichfield nello Staffordshire. 08

Dopo la morte, nel 2016, le ceneri dell’uomo furono sepolte nella tomba si trovano i resti dei suoceri e della moglie con cui era sposato da 40 anni, in seconde nozze. Ad accusarlo di pedofilia fu una nipotina acquisita, la quale dichiarò che dall’età di 5 anni fino a 13, l’uomo aveva compiuto degli abusi sessuali e che intendeva denunciarlo ma le sue accuse non hanno mai avuto seguito e non c’è mai stato alcun procedimento penale. 

Nel 2014, la sorella della defunta seconda moglie venuta a conoscenza delle accuse scrisse una lettera all’avvocato dell’uomo affermando che gli negavano il permesso di essere sepolto nella tomba. Incontrò anche il vicario locale, gli spiegò la situazione e si assicurò che le ceneri dell’uomo trovassero un’altra collocazione. Quando nel 2016 l’uomo è morto nella chiesa arrivò un nuovo vicario che fu d’accordo con il precedente ma dimenticò la conversazione e procedette alla sepoltura nella tomba di famiglia. 

Il giudice Eyre del tribunale ecclesiastico ha accolto la richiesta della sorella e le ceneri saranno trasferite altrove. “La tomba è diventata un punto di angoscia e risentimento”, ha commentato il giudice e aggiunto che pur non essendo in grado di giudicare la validità delle accuse non aveva motivo di dubitare che la nipotina fosse sincera quando raccontava dei “reiterati abusi sessuali” che, a suo dire, su di lei avevano avuto conseguenze deleterie.