Preti con figli: La Chiesa pensa ad una sanatoria. La prole potrà ereditare i beni personali del papà sacerdote

Pubblicato il 2 agosto 2009 10:40 | Ultimo aggiornamento: 2 agosto 2009 10:40

san pietroSanatoria in arrivo per i preti con figli. Una prima breccia, quindi, sembra aprirsi nelle solide mura vaticane che difendono il celibato dei sacerdoti.

Il problema dei preti con figli, in realtà, assilla San Pietro da diverso tempo. Si tratta di una realtà diffusa soprattutto in Sud America e nei paesi in via di sviluppo, ma non assente anche in diversi paesi europei, Austria su tutti.

Di fronte all’evidenza, invece che trincerarsi, stavolta il Vaticano sembra disposto a scendere a patti anche perchè, il ricorso al Dna per riconoscere un’eventuale paternità, rende impossibile mentire a oltranza.

Della questione, al momento si sta occupando la congregazione per il Clero retta dal cardinale brasiliano Claudio Hummes. E le indiscrezioni sulle possibili soluzioni sono suggestive: si tratterebbe di una sorta di “sanatoria di fatto” per le mogli e i figli dei preti concubini.

Qualcosa, in buona sostanza, di molto simile a quanto accaduto per riaccogliere nella Chiesa Cattolica quei pastori anglicani, con moglie e figli, contrari al sacerdozio femminile.

Allo studio, quindi, ci sarebbe una sorta di contratto civile che tuteli moglie e figli dei sacerdoti non escludendoli dall’eredità. Ovviamente, si tratta solo dei beni personali dei sacerdoti, mentre, fuori dal discorso rimarrebbero tutti i beni derivanti dalla funzione ecclesiastica.

Per Gianni Gennari, teologo e prete sposato con dispensa “pro gratia” del Pontefice:  «É opportuno questo chiarimento tra proprietà ecclesiastiche e personali. Servirà a evitare l’equivoco che negli Usa ha causato tanti disastri nelle cause per abusi sessuali dei sacerdoti».

Ingiusto, invece, per Gennari,  «che le diocesi debbano rispondere con il loro patrimonio delle infedeltà e meschinità del loro clero, perciò serve distinguere i beni della parrocchia da quelli di preti che non si sono assunti le loro responsabilità».