Principe Andrea, la massaggiatrice: “Non sono stata perquisita a Buckingham Palace”

di Caterina Galloni
Pubblicato il 30 Novembre 2019 6:00 | Ultimo aggiornamento: 29 Novembre 2019 18:43
Principe Andrea, massaggiatrice: non perquisita a Buckingham Palace

Principe Andrea (foto archivio ANSA)

ROMA – Ancora problemi per il Principe Andrea e stavolta si tratta della sicurezza di Buckingham Palace: la massaggiatrice Monique Giannelloni sostiene di non essere stata perquisita durante una visita al palazzo. Si era recata nella camera da letto del Duca di York per un massaggio, senza essere controllata, le avevano preso solo il numero di targa e l’avevano salutata con un cenno della mano. 

Gianelloni, che era stata presentata al principe da Ghislaine Maxwell, la donna che procurava giovani donne a Jeffrey Epstein, non pensa che dopo la prenotazione telefonica fatta dall’allora segretaria personale del Duca di York, Charlotte Manley, siano stati fatti del controlli sul suo conto. “È stato davvero facile entrare nel palazzo e mi ha turbato perché avrei potuto essere chiunque”, ha detto la donna al MailOnline.

“Non conoscevo Andrea e non avevo mai incontrato nessuno della famiglia reale. Nessuno sapeva chi fossi. Non sono stata contattata da un ufficiale della Royal Protection né mi sono state fatte domande. Quando sono arrivata o quando sono andata via nessuno ha controllato la mia borsa. Mi aspettavo dei controlli di sicurezza più rigorosi”.

Al momento dell’incontro, 30 giugno 2000, Monique, che all’epoca era membro del British Register of Complementary Practitioners, lavorava in una clinica a Kensington e faceva visite a domicilio: tra i suoi clienti c’era Maxwell. Dopo un appuntamento, Maxwell le disse:”Ti presenterò una persona più famosa di Dio. Ho pensato a un attore o qualcosa del genere. Mai avrei immaginati che fosse un royal”.

All’inizio, racconta Gianelloni, non sapeva nemmeno chi fosse Maxwell e lei disse di leggere i tabloid. Quando vide le foto in cui era con Andrea a un matrimonio capì che era la figlia del magnate dei media caduto in digrazia, Robert Maxwell. Poche settimane dopo Monique ricevette una telefonata dalla Manley che prenotava un trattamento per Andrea e ricorda che “era molto agitata” all’idea di recarsi a Buckingham Palace.

“Camminando nel palazzo vedevo solo splendore, dipinti, belle tende drappeggiate, bellissimi vasi” ed è stata accolta da Andrea che in accappatoio era davanti alla  porta della camera da letto. Accanto al lettino dove ha fatto un massaggio c’erano le foto dell’ex moglie Sarah Ferguson e delle figlie.

Nel corso dell’intervista, Gianelloni ha parlato anche dell’ormai famosa foto di Andrea che stringe alla vita Virginia Roberts, scattata nella casa londinese di Maxwell nel 2001 e che il principe sostiene sia falsa poiché non è mai stato nell’abitazione della socialite. Monique ha insistito che la foto è stata scattata al piano di sopra e che sulla sinistra c’è la stanza in cui ha massaggiato la Maxwell.

“All’improvviso ho ricevuto una telefonata dalla segretaria di Ghislaine Maxwell, non ricordo il suo nome, che era a New York. Voleva prenotare un massaggio per le 23 a Londra ma io spostai al mattino successivo”. “Mi recai nell’abitazione di Belgravia, lei era impegnata con una persona e mi fece aspettare. Poi mi chiese di andarle a comprare le sigarette. Ero seccata dal suo atteggiamento arrogante”.

“Prima di farle il massaggio ho aspettato un’ora. Poi ha aperto il libretto di assegni e mi ha detto di scriverci sopra la cifra che volevo”. Pochi giorni dopo è tornata e al massaggio era presente Epstein. “Era una situazione molto imbarazzante. Hanno discusso tutto il tempo dell’acquisto di un’isola, parlavano di milioni di sterline in modo molto pretenzioso. Ho pensato:”Chi sono queste persone?”.

“Epstein era inquietante, viscido. Ho avuto l’impressione che lui e Ghislaine fossero fratello o sorella o soci in affari, non una coppia”. Maxwell le aveva chiesto se in vista di una festa sullo yacht fosse disposta ad andare per fare dei massaggi precisando che “avrebbe dovuto tenere per sé quanto accadeva” ma, racconta Gianelloni “ho declinato educatamente l’invito perché non sembrava il genere di situazione in cui volevo essere coinvolta”. “Ora mi guardo indietro e sono grata di averli incontrati quando avevo 35 anni e non ero un’adolescente vulnerabile. Avrei potuto essere un’altra vittima di Epstein”. (Fonte: Daily Mail)