Il Principe Carlo e il Ducato esentasse: c’è del marcio in Cornovaglia

di Redazione Blitz
Pubblicato il 2 Luglio 2013 12:14 | Ultimo aggiornamento: 2 Luglio 2013 12:15
Il Principe Carlo e il Ducato esentasse: c'è del marcio in Cornovaglia?

Il Principe Carlo e il Ducato esentasse: c’è del marcio in Cornovaglia? (LaPresse)

LONDRA – C’è del marcio in Cornovaglia: una storia di privilegi e di tasse non pagate. Stiamo parlando del Ducato di Cornovaglia e delle tasse che su quei possedimenti (che hanno reso 19 milioni di sterline solo nel 2012) il Principe Carlo non paga.

Tutto è iniziato 700 anni fa, quando nel 1337 Edoardo III d’Inghilterra nominò suo figlio maggiore Edoardo il Principe Nero duca di Cornovaglia, il primo titolo nobiliare creato fra i pari d’Inghilterra. Da allora il titolo di duca di Cornovaglia, e il relativo Ducato, spettano al figlio maggiore del sovrano.

Se noi non riusciamo a far pagare l’Ici alla Chiesa, immaginiamo quanto possa essere complicato per la Gran Bretagna riuscire ad avere la sua quota di imposte su un Ducato che di diritto spetta al principe da secoli.

In ogni caso il principe Carlo, anche se in forma di contribuzione “volontaria”, sui suoi possedimenti in Cornovaglia ha pagato 4,4 milioni di sterline di tasse. Ma, in un periodo di crisi, di tagli e di nuovi buchi sulla cinta per tutti, l’opinione pubblica tollera a fatica che un’intera provincia sia esentasse per diritto divino.

C’è dell’altro. L’interrogazione parlamentare presentata dalla deputata laburista Margaret Hodge, ipotizza qualcosa che va al di là del privilegio, che comunque è legale. Paragonando il principe Carlo alla multinazionale americana Starbucks, la Hodge lo accusa di aggirare il Fisco. Nel mirino della deputata, Presidente del Commons Public Account Committee, ci sono delle operazioni finanziarie poco chiare, fra le quali l’acquisto di un magazzino da 38 milioni di sterline, affittato poi per 2 milioni all’anno alla catena Waitrose.

In generale, l’accusa è di sfruttare le proprietà facendo affari e comportandosi come una corporation, ma senza poi pagare le tasse che le corporation devono al Fisco inglese.