Re Riccardo III ha ucciso i figli di Edoardo IV? Un campione di Dna potrebbe svelare il mistero

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 luglio 2018 7:00 | Ultimo aggiornamento: 12 luglio 2018 18:55
Re Riccardo III

Re Riccardo III ha ucciso i figli di Edoardo IV? Un campione di Dna potrebbe svelare il mistero

LONDRA – Grazie a un campione di DNA gli scienziati potrebbero risolvere uno dei casi più misteriosi della Gran Bretagna. Nel 1483, [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] il re Riccardo III uccise i due figli del predecessore Edoardo IV nella Torre di Londra ma se abbia commesso davvero i delitti è rimasto un enigma irrisolto.

Gli scienziati hanno prelevato un campione di DNA da Elizabeth Roberts, cantante lirica inglese, bisnipote di Jacquette di Lussemburgo, nonna materna di Edoardo V e Riccardo, Duca di York, i due “Principi nella Torre”, che potrebbe far luce sulla vicenda.

“La decisione di fornire un campione del DNA ha aperto importanti vie di indagine”, ha dichiarato all’Independent Philippa Langley, ricercatrice storica che ha scoperto la tomba di Riccardo III.

“La narrativa tradizionale che circonda i cosiddetti Principi nella Torre è molto intricata, ma questo nuovo DNA potrebbe dare la risposta a una serie di domande importanti”.

Nel libro The Mythology of the Princes in the Tower, John Ashdown-Hill, morto tragicamente alcuni mesi fa, parla del nuovo segmento di DNA e come potrebbe risolvere il mistero vecchio 500 anni.

La vicenda prende inizio nel 1483 quando il fratello di Riccardo, Edoardo IV, morì inaspettatamente. Riccardo fu nominato Lord Protector dei due nipoti: Edoardo V, di 12 anni, e il fratello di nove, Riccardo, Duca di York.

I ragazzi tuttavia furono rinchiusi nella Torre di Londra e mai più visti. L’ipotesi è che Riccardo abbia assassinato entrambi, nel caso qualcuno avesse cercato di contestare i suoi diritti e avesse cercato di rimettere sul trono il giovane Edoardo.

Nel 1674, quasi 200 anni dopo la loro morte, i due scheletri furono scoperti sotto le scale nella Torre e nuovamente sepolti nell’Abbazia di Westminster.

Se il test del DNA su questi scheletri corrispondesse al DNA materno della Roberts, ciò indicherebbe che i resti appartengono davvero ai due principi e al quel punto la possibilità che Riccardo III sia colpevole di averli eliminati, diventerebbe molto alta, spiega il Daily Mail.

Se invece non ci fosse corrispondenza, vorrebbe dire che i resti trovati non erano dei due principi e indicare che Riccardo III non è stato l’assassino.

Tuttavia, un portavoce dell’Abbazia ha dichiarato all’Independent che “nel prossimo futuro” il materiale non sarà testato; in diverse occasioni, all’Abbazia è stato chiesto di consentire al test del DNA sugli scheletri, ma ha rifiutato.

Gli scheletri sono stati esaminati per l’ultima volta nel 1933, ma gli scienziati all’epoca non avevano potuto determinare il genere, per non parlare di scoprire indizi sulla loro identità.

Nel 2013 è stato confermato che alcuni resti trovati a Leicester appartenevano a re Riccardo III.  Utilizzando delle mappe storiche, i ricercatori avevano rintracciato un convento, in cui sembrava fosse stato sepolto dopo la morte in battaglia, sotto un parcheggio di un dipartimento dei servizi sociali a Leicester.

Le ferite, causate da una freccia di metallo infilzata nella schiena e un duro colpo alla testa, erano coerenti con la morte del re nella battaglia di Bosworth Field nel 1485.

La colonna vertebrale era gravemente curva e Riccardo era notoriamente soprannominato Crookback, gobbo.

Il DNA dello scheletro è stato abbinato a due dei discendenti viventi di Riccardo, Michael Ibsen, nato in Canada, la cui madre era una discendente diretta della sorella del re, Anna di York, e una seconda persona anonima.

Gli studi hanno rivelato che i resti risalgono all’epoca della Guerra delle Rose, quando l’individuo aveva tra i 20 e i 30 anni. Riccardo III quando morì aveva 32 anni.

Lo scheletro mostrava dieci ferite subite al momento della morte, ma solo due al cranio erano state fatali e, molto probabilmente, inflitte con una spada o un’alabarda.

All’epoca il cadavere fu sottoposto anche “ferite umilianti”, incluso un colpo di  spada sulla natica destra inflitto dopo la morte.