Reem Sahwil, la ragazzina che ha pianto davanti alla Merkel potrà restare in Germania

di redazione Blitz
Pubblicato il 17 luglio 2015 18:15 | Ultimo aggiornamento: 17 luglio 2015 18:16
Reem Sahwil, la ragazzina che ha pianto davanti alla Merkel potrà restare in Germania

Reem Sahwil, la ragazzina che ha pianto davanti alla Merkel potrà restare in Germania

BERLINO – Reem Sahwil, la 14enne palestinese scoppiata in lacrime dinanzi alla risolutezza della cancelliera tedesca Angela Merkel (“Non possiamo accogliere tutti”) potrà restare in Germania. A dare la bella notizia è stato il ministro per le Politiche migratorie, Aydan Oezoguz.

”Non conosco naturalmente la situazione personale della ragazza – ha spiegato il ministro – ma parla perfettamente tedesco e vive già da tempo qui. Proprio per persone come lei abbiamo appena modificato la legge, per dare qui da noi una prospettiva ai giovani che si sono integrati”.

Oezoguz fa riferimento ad una legge del governo di grande coalizione, già approvata da Bundestag e Bundesrat e che entrerà in vigore entro l’Estate: prevede che giovani o adolescenti stranieri i quali abbiamo vissuto per almeno quattro anni senza interruzioni in Germania possano avere il permesso di soggiorno. La nuova legge, più in generale, va incontro a tutte le persone che da tempo vivono in Germania, si sono integrate, ma non hanno visto accolta la domanda d’asilo. Attualmente sono circa 125mila.

La giovane Reem scappata con la famiglia quattro anni fa dal Libano, aveva espresso le sue preoccupazioni per il futuro alla Merkel che si era recata in visita nella sua scuola a Rostock. La cancelliera, forse in un eccesso di realismo, le aveva spiegato che non tutti i richiedenti asilo possono sperare di rimanere in Germania. Ma la dura realtà aveva fatto scoppiare a piangere la giovane, scatenando un vivace dibattito anche a livello internazionale. Ancor prima di conoscere il suo lieto fine Reem aveva comunque già perdonato la Cancelliera: “Mi ha ascoltata, e mi ha detto ciò che pensa, va bene così”.

Parole di speranza sono arrivate per la famiglia di Reem e per le tante altre famiglie che vivono nelle stesse condizioni anche dal sindaco di Rostock, Roland Methling. ”Questa famiglia, e vale anche per gli altri casi simili, non riceverà dalla città anseatica di Rostock alcun avviso di espulsione”. C’è una responsabilità umanitaria, ha aggiunto il sindaco, di cui il legislatore deve farsi carico.