Regno Unito, giro di vite contro battute e scherzi tra colleghi

di Caterina Galloni
Pubblicato il 16 Gennaio 2020 7:24 | Ultimo aggiornamento: 15 Gennaio 2020 18:32
Lavoro, Ansa

(foto d’archivio Ansa)

ROMA – Nel Regno Unito, nel giro di poco tempo fare battute e scherzi ai colleghi, seppure non intenzionali, potrebbero essere considerati delle molestie ses*uali e le aziende dovranno formare il personale così che siano consapevoli dei rischi che corrono in occasione di eventi dopo il lavoro.

L’avvertimento arriva dall’Equality and Human Rights Commission, secondo cui le battute indesiderate e perfino le espressioni del viso possono equivalere a comportamenti inaccettabili “seppure non intenzionali” come spiega Rebecca Hilsenrath, che presiede la Commissione.

Ha delineato la questione in una lettera inviata a 400 grandi aziende che chiedevano rigide politiche anti-molestie alla luce dello scandalo “Me Too”. La “condotta indesiderata”, secondo quanto scritto nella lettera, comprende anche scherzi, contatti sui social media e la mimica facciale. Le aziende sono invitate a seguire una serie di passaggi e linee guida tecniche che l’EHRC spera alla fine possano “diventare linee guida statutarie applicabili per legge”. I reati di molestie sessuali possono includere “sguardi allusivi, fissi o imbronciati”, nonché domande invadenti sulla vita ses*uale di una persona.

Non mancano avvertenze sulla diffusione di pettegolezzi se*suali e abbracci, massaggi, baci e contatti fisici indesiderati. Hilsenrath ha dichiarato che i datori di lavoro sono responsabili di qualsiasi azione che rientri “nel corso del rapporto di lavoro”, comprese le bevande dopo l’orario d’ufficio nel pub o le feste d’addio. Nella lettera, vista dal Daily Telegraph, ai datori di lavoro è stato consigliato di adottare sette punti che potrebbero essere usati come prova nei tribunali. Includono la creazione di una politica anti-molestie, il coinvolgimento del personale, la riduzione dei rischi e la formazione.

Fonte: Daily Mail.