Riccardo III seppellito con gli onori dopo 530 anni. Le sue ossa nel parcheggio

di Redazione Blitz
Pubblicato il 26 Marzo 2015 12:47 | Ultimo aggiornamento: 26 Marzo 2015 12:47
Riccardo III seppellito con gli onori dopo 500 anni. Le sue ossa nel parcheggio

Riccardo III seppellito con gli onori dopo 500 anni. Le sue ossa nel parcheggio

ROMA – Riccardo III seppellito con gli onori dopo 530 anni. Le sue ossa nel parcheggio. E’ il grande giorno di Riccardo III: oggi i resti del sovrano morto in battaglia oltre 500 anni fa e ritrovati sotto un parcheggio troveranno finalmente degna sepoltura. Una cerimonia religiosa sta per iniziare nella cattedrale di Leicester, Inghilterra centrale, mentre fuori dall’edificio religioso centinaia di persone vogliono offrire il loro tributo al Plantageneto.

Nel corso del funerale, officiato dall’arcivescovo di Canterbury Justin Welby, verrà letto un messaggio della Regina Elisabetta mentre l’attore Benedict Cumberbatch reciterà il poema Richard scritto appositamente per l’evento.

La bara di Riccardo III, che nei giorni scorsi è stata portata in processione ed è stata salutata da decine di migliaia di persone in un evento senza precedenti, verrà oggi deposta all’interno di una nuova tomba in pietra calcarea costruita all’interno della cattedrale. Le ossa del Plantageneto erano state ritrovate nel 2012 sotto un parcheggio di Leicester e identificate dalla locale università.

Si trovavano lì da dopo la battaglia di Bosworth, dove nel 1485 il sovrano aveva perso la vita e la sua casata, gli York, era così uscita sconfitta dalla Guerra delle Due Rose. Era stato seppellito, non certo in pompa magna, sotto una chiesa poi rasa al suolo. Quelle pronunciate durante la battaglia di Bosworth furono le ultime parole di un sovrano Plantageneto (“Il mio regno per un cavallo”): Riccardo, che sicuramente non era così perfido, crudele e d’aspetto ripugnante come lo dipinsero i suoi avversari, non solo non trovò una via di fuga da quel campo di cadaveri ma nemmeno una tomba in terra consacrata.

Regnò due turbolenti anni (1483-85) sul trono d’Inghilterra. Poi i Tudor vincitori e i poeti elisabettiani gli misero in capo la maschera del gobbo pazzo assetato di sangue e di potere. La scienza, a partire dal Dna delle ossa ritrovate, ne ha ricostruito il profilo che merita: non era un mostro di bruttezza, non era più cattivo dei suoi avversari politici.