Richiesta d’asilo respinta a profughi convertiti al cristianesimo. “E’ una religione di pace” ma funzionario…

di Caterina Galloni
Pubblicato il 28 marzo 2019 6:28 | Ultimo aggiornamento: 27 marzo 2019 19:46
Richiesta d'asilo respinta

Richiesta d’asilo respinta a profughi convertiti al cristianesimo. “E’ una religione di pace” ma funzionario…

LONDRA – Il Ministero degli Interni britannico per la seconda volta rifiuta una richiesta d’asilo a profughi convertiti al cristianesimo: si tratta di un’iraniana che aveva ammesso con il funzionario che “Gesù non poteva proteggerla dal regime tirannico del suo Paese”.  Il primo profugo iraniano, alla domanda perché si fosse convertito al cristianesimo aveva risposto: “E’ una religione di pace” ma il funzionario nella lettera di rifiuto alla richiesta, aveva segnalato dei versetti della Bibbia e del Vangelo per dimostrare che il cristianesimo non è una religione di pace. Motivazione che aveva scatenato la rabbia degli attivisti per l’immigrazione e della Chiesa d’Inghilterra. 

Nathan Stevens, che assiste legalmente i due profughi, anche questa volta su Twitter ha pubblicato il commento di rifiuto: “Nel tuo AIR (Asylum Interview Record) affermi che Gesù è il tuo salvatore, ma poi sostieni che non sarebbe stato in grado di salvarti dal regime iraniano. Si ritiene pertanto che non ci sia convinzione sincera nella fede e in Gesù”. A Radio 4 della BBC, la donna ha detto: “Quando ero in Iran mi sono convertita al cristianesimo e la situazione è cambiata,  il governo mi stava cercando e sono scappata”, ed ha aggiunto: “Nel mio paese, se qualcuno si converte al cristianesimo, c’è la condanna a morte”. Per quanto riguarda la richiesta d’asilo osserva: “La persona che mi ha intervistato era molto giovane e inesperta. A ogni mia risposta ridacchiava, forse mi prendeva in giro. Mi ha chiesto perché Gesù non mi avesse protetto dal regime o dalle autorità iraniane”. “Stava cercando di dimostrare che la mia fede non era sincera, che non sono una vera cristiana”.  

Un portavoce del Ministero dell’Interno ha riferito: “Continuiamo a lavorare a stretto contatto con i principali partner, tra cui l’APPG per la libertà di religione e credo internazionali e una serie di gruppi religiosi, per migliorare la guida politica e la formazione fornita ai responsabili delle decisioni in materia di asilo, così che affrontino nel modo più appropriato le affermazioni che implicano la conversione religiosa”. (Fonte: Daily Mail)