Si rifà il seno in Turchia, torna a casa e rischia di morire di setticemia a causa delle protesi

di Caterina Galloni
Pubblicato il 22 Novembre 2020 9:30 | Ultimo aggiornamento: 16 Novembre 2020 18:02
Sei un negazionista? Niente terapia intensiva: provocazione (o forse no) dalla Svizzera

Sei un negazionista? Niente terapia intensiva: provocazione (o forse no) dalla Svizzera (Foto Ansa)

Va in setticemia dopo essere stata dimessa: si era operata al seno in Turchia ma le protesi hanno rischiato di ucciderla.

Il cuore di Lisa MacDonald, 47 anni, si era fermato durante un intervento estetico al seno in Turchia, sottoposta a rianimazione i medici non l’hanno avvertita dell’episodio ma non solo, una volta tornata a casa a Maidenhead, in Inghilterra, ha rischiato di morire di setticemia a causa delle protesi.

Lisa è stata ricoverata d’urgenza in ospedale e i medici hanno scoperto che durante l’intervento chirurgico in Turchia era stata sottoposta a rianimazione.

Ha ricordato: “Hanno scoperto che le costole erano completamente fratturate, classico segno di RCP poiché mi hanno fatto delle compressioni toraciche. È difficile credere che sono morta e nessuno me l’abbia detto”.

Si rifà il seno in Turchia ma rischia di morire

Lisa e la sorella Sacha, 41 anni, volevano entrambe rifare il seno e su Instagram avevano trovato la clinica Avrupamed. Una risposta con un inglese scadente, prometteva risultati miracolosi e a poco prezzo.  

Lisa ha pagato 4.300 sterline per un “restyling” del seno, incluse protesi e liposuzione, più volo a Istanbul e una settimana di soggiorno in hotel. Sacha ha pagato 5.200 sterline per lo stesso intervento, più un’addominoplastica. Le sorelle sono andate a settembre, ma erano rimaste scioccate dalla fatiscente clinica.

Lisa ha ricordato: “Sembrava di essere nel Terzo Mondo. Faceva freddo, era buio e il pavimento era coperto da lenzuola. Il letto era messo insieme utilizzando assi di legno e mi hanno legato con una vecchia corda. Era spaventoso ma avevamo pagato e dunque pensavamo di dover andare fino in fondo. Quando sono tornata dalla sala operatoria stavo molto male. Avevo dolori al torace e respiravo con fatica. Ci hanno sistemate in una stanze e lasciato lì. Nessun farmaco per alleviare il dolore, nessun medico. Non potevo alzarmi dal letto e dovevo fare i bisogni in un asciugamano. Ho vomitato ma nessuno è venuto a pulire. Pensavo stessi morendo. E non sapevo che era già accaduto”.

A Lisa è stato detto che dopo un intervento al seno il dolore era “normale” ma con Sacha hanno chiamato su FaceTime un’operatrice sanitaria. I medici le hanno esortate ad andarsene il prima possibile.

Sei giorni dopo sono tornate a casa, un rappresentante della clinica ha firmato delle lettere secondo cui erano “idonee al volo”. Tre settimane dopo, Lisa è crollata a casa ed è stata ricoverata d’urgenza al Wexham Park Hospital di Slough. I medici le hanno detto che si trattava di setticemia e che aveva 12 ore di vita a meno che non le avessero rimosso gli impianti al seno. In seguito ha scoperto che la clinica è stata bandita nel Regno Unito e in Europa.

Cliniche inaffidabili

Una recente indagine di Channel 4 ha rilevato che in Turchia molte cliniche che propongono prezzi ridotti si avvalgono di chirurghi inesperti o non qualificati.

Lisa ha spiegato:”Siamo rimaste colpite dalle foto su Instagram. Abbiamo chattato online con persone che affermavano di essersi rivolte ad Avrupamed e ce l’hanno fortemente consigliata, ma si sono rivelate finte”.

Sul social, la clinica ha oltre 58.000 follower.

Un rappresentante, tramite WhatsApp ha scritto al Sun:”Non possiamo dare informazioni sulle cure della paziente. Non ha ricevuto una cattiva assistenza.

“Abbiamo sempre risposto a lei e alla sorella, mandato molti messaggi ma lei non ha risposto. L’hanno chiamata il medico e il nostro team ospedaliero”. (Fonte: Sun)